Photo de grosse bite escort albi

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Sulmona 29 maggio, Guarda Muddy Waters, ma anche gli stessi Rolling Stones. Si tratta di essere più calibrati o meno. I bluesman sono poco calibrati: Insamma, possiamo dire che in questo album c'è lo Zucchero Doc?

È più vicino a Oro, incenso e birra che non a Chocabeck, che era più intimo e personale, disco che ho amato e amo, insomma. E per un italiano non è facile nemmeno fame una. Il tour è andato praticamente sold-out in prenotazione un anno fa. Tu hai avuto sempre palchi colorati e pieni di sorprese.

La band sarà molto variopinta ed è ancora in via di definizione. E poi, per esempio, anche una giovane e sconosciuta violinista che ho scovato in un piccolo locale e ho subito invitato a venire in tour con me.

Di colleghi con cui c'è da anni un grande feeling d'altronde ne ho parecchi. Ogni volta che faccio qualcosa di particolare li chiamo e fanno di tutto per esserci. Certi colleghi stranieri, ma anche alcuni italiani, conti- nuano a tenere i piedi per terra e non si atteggiano a grandi star. E devo ancora citare Peter Gabriel. E poi vive a lungo nella casa di Arzachena in Sar- degna, dove per tutti è ormai uno del posto. Amicizie che hai coltivato in oltre trent'anni di carriera.

Cosa ricordi dei tuoi esordi? Ricordo che era un periodo di ribellione dentro di me perché fino a quel momento mi ero sentito dire da direttori generali che non avevo la faccia, non ero bellino. Mi facevano fare la passerella nei corridoi con tutte le segretarie, e chiedevano: Ma i miei provini non vi piacciono? Semplicemente di fare quello che avevo in testa.

E invece di darmi la possibilità mi diedero la libe- ratoria, come ai calciatori. Fammi parlare con il direttore generale. E allora cosa hai fatto? Ci chiudemmo tutti insieme nello studio di Na- rada a Sausalito e in sei giorni facemmo tutte le basi di Zuc- chero e Randy Jackson Band. Tornato a Milano in PolyGram, all'ascolto nessuno pensava che fossi io a cantare. La mia terza volta a Sanremo, dove mi presentai con tutta la band. Pensa che per quel cappellino rischiai di essere eliminato!

La Navigare mi dette cinque milioni per portarlo. Per me erano tanti soldi. Arrivai in finale, ma il pomeriggio di quel giorno la Rai ci disse di fare la prova gene- rale con i vestiti che avremmo messo la sera. Finita la prova mi chiama il patron Ravera e mi dice: Non vorrai mica metterti il cappellino con 10 sponsor stasera?

Perché io ti sbatto fuori, non scherziamo! E io che faccio, ci rimetto cinque milioni? Io che avevo una fame, una bambina piccola, il mutuo ed ero senza una lira!

Situazione di contrabbanda , come ti diceva Jannacci. Vabbè, arrivai penultimo e Ravera non la prese bene e mi fece un culo come un paiolo. Ma per fortuna il giorno dopo tutte le radio trasmette- vano Donne, che fu la nu- mero uno di quel Festival. Dopo con Blue's sono andato ancora più avanti, avevo preso più fiducia, e ancora di più con Oro, incenso e birra. Hai mai avuto vere grane , denunce o cose del genere? Lo conservo ancora, forse voleva che mi documentassi meglio. Ci andai e mi dissero: E con lui altri tre o quattro che mi chiesero di non farla.

Non il pubblico - arrivavano mutandine e reggiseni - ma gli organizzatori. Difficile spiega- re oggi la portata di un gesto del genere. Io ho sempre fatto quello che mi sentivo, a rischio di pagare di persona. Anche questo, in fondo, è essere blues.

Sono queste le armi vin- I centi delle cosplayer, le ragazze che negli ultimi anni stanno conquistando sempre di più anche in Italia. Tanto che alcune di loro si sono trasformate in autentiche star. Un fenomeno, quello del travesti- mento per emulare le eroine dei cartoni animati, che, partito dal Giappone, dove la passione per manga e anime cartoni animati appunto è davvero spasmodica, sta invaden- do l'Occidente con le sue più acclamate interpreti che si sono costruite un gran seguito fra fiere ed eventi organizzati ad hoc, capaci di solleticare non poco l'immaginario maschile.

Sempre e comunque attraverso il gioco. Tutto il resto non è cosplay. O almeno non secondo i puristi di quest'arte del travestimento. Giada Robin, qui nei panni di Emma, gira il mondo come ospite di festival ed è una vera esperta di manga, anime e videogame, seguitissima sui social network.

Per cui, se da air conditioning otteniamo il giapponese eacon e da smart phone abbiamo sumaphon , da costume play eccoci a parlarvi di cosplay. Ma andiamo con ordine: Alternative accettabili sono divise e uniformi come la maid cameriera in costume ottocentesco o la idol cantan- te e showgirl giapponese.

Il play , come dicevamo, sottin- tende che quando si indossa il costume del personaggio con cui ci si identifica ci si muova, ci si comporti e si parli come lui, ma anche che il tutto sia un gioco, divertente e coinvol- gente anche per chi ci guarda. Esistono addirittu- ra le versioni biancheria intima dei più gettonati costumi, come se i costumi veri e propri non fossero già sexy abbastanza! Sbarca poi negli Stati Uniti, dove i ritrovi di nerd appassionati di Guerre stellari già negli anni '80 attiravano centinaia di fan, e arriva infine a coinvolgere tutto il mondo in una moda che ormai non è più di nicchia, ma attira ai numerosi festival spe- cializzati centinaia di migliaia di appassionati.

Per molti interpretare personaggi di manga e anime , fumetti, video- games, film o serie tv è diventato oggi una vera e propria professione, per moltissimi un hob- by, comune a ragazzini di quindici anni come a quarantenni senza alcu- na voglia di invecchiare, che arriva a coinvolgere anche intere famiglie, in divertenti giochi di ruolo in 3D.

Ovviamen- te le assolute protago- niste rimangono loro, le più affascinanti eroine della fantasia e, che siano bionde o more, maggiorate o magre, con succinti costumi o parrucche I giapponesi Reika, donna che veste esclusivamente panni maschili, e il suo collega Goldy, esperto costruttore di armature alla Gundam, vivono del ricavo dei photobook che vendono alle fiere dove sono invitati.

Tanto per rimanere in casa nostra, abbiamo come esempio Giada Pancaccini, in arte Giada Robin, che ha un agente che la manda in giro per il mondo come ospite alle fiere di vide- ogame e tecnologia, con tanto di sponsor, oppure Giorgia Vecchini, in arte Giorgia Co- splay, che dai servizi fotografici in cosplay, dopo la vittoria dei Mondiali a Nagoya, è passata a lavorare in tivù.

Una, invece, che non ha come professione principale quella di cosplayer, ma che ha pure un bel seguito, è Eriko, una cantante giapponese che gira il mondo cantando le sigle dei cartoni animati che impartisce sexy lezioni di giapponese su Youtube.

Sono solo alcune delle più interessanti interpreti del cosplay e dell'arte del gioco e della seduzione che rappre- sentano. Perché anche questo è un modo per essere donne: Un'arte che da sempre noi uomini apprez- ziamo molto. Pamela è una pioniera del cosplay italiano. Il suo primo costume risale al Ma dove possiamo vedere le icone più sexy del cosplay? I festival del fumetto rimango- no il luogo di ritrovo preferito di cosplayer, fotografi e appassionati, e ne esistono ormai di tutti i livelli e le dimen- sioni, ma sono i festival più grandi ad attirare i cosplayer di alto livello.

Per chi volesse rifarsi gli occhi con affascinanti fanciulle ma anche con costumi artistici, armi e armature, i tre festival imperdibili in Italia sono il Napoli Comicon a fine aprile lOOmila visitato- ri , il Lucca Comics and Games a fine ottobre mila visitatori e l'Etna Comics, dal 2 al 5 giugno 50mila visitato- ri.

Eriko Kawasaki, travestita da Sailor Moon. È nota soprattutto come cantante, alVintemo del progetto K-hle Jungle, e ha da poco aperto il canale YouTube Erikottero, dove impartisce sexy lezioni di giapponese. Tra i primi incarichi, è stato a Washington, al Cairo, a Tokyo e Osaka, dove ha trascorso gli ultimi anni come nostro console. Si capisce da come si accende quando ne parla. Si capisce anche dalle prime pagine del suo romanzo Doromizu - Acqua torbida, uscito per Mondadori.

Con queste premesse non potevi far altro che il diplo- matico. Ti sei mai sentito un predestinato? Da ragazzo ho cercato di fare sempre tutto il contrario di quello che mi avrebbe portato in quella direzione.

Mi appassionavo a tutto quello che era teatro e performance, sognavo di lavorare negli studi di registrazione e nessuno dei miei amici mi considerava figlio e nipote di diplomatici. Anche in Italia tutto sommato sono sem- pre andato a cercarmi situazioni scomode, difficili da sostenere. E poi che è suc- cesso? Era il cerchio di fuoco. Ormai dal successo al concorso dipendeva- no il mio futuro e il mio onore di fronte alla famiglia.

Adesso fa un po' ridere, ma allora in qualche modo la Farnesina fu la mia legione straniera. Per anni mi sono dato un tempo, una sca- denza per andarmene, come se stessi scontando una pena, che tuttavia aveva certamente i suoi aspetti piacevoli.

E poi mi ha permesso di andarmene lontano davvero, il più lontano possibile. La tua più lunga permanenza è stata in Giap- pone. Che cosa ti è rimasto dentro? E lo è tuttora. Rimasi esposto alle immagini, ai volti, alle capigliature, alle armi, ai movimenti, quasi come rimane esposta una pellicola. Come se quelle forme e quei contrasti mi fossero rimasti impressi dietro agli occhi per sempre.

Ma non visitasti mai il Giappone? Per molto tempo, no. Sono cresciuto spostan- domi ogni tre o quattro anni, cambiando scuole, case, amici, fidanzate. Non dipendeva da me, non decidevo io. Anche quando ho iniziato a lavorare, le mie nuove sedi, Washington, il Cairo, erano posti che comparivano su una lista, dovevo indicarli in un elenco. Amici- zie, amori, avventure, errori.

Ma il Giappone restava il mio sogno lontano. Ci andai relativamen- te tardi, nonostante da anni conoscessi il suo cinema, leggessi la sua letteratura, praticassi le sue arti marziali, studiassi la sua lingua. Stavolta avevo scelto io, e fu come se ci fossimo sempre conosciuti. Oggi a volte bastano un profumo, un sapore, un suono, per far balena- re un ricordo che mi fa mancare il respiro.

Ci sarà pure qualcosa che non ti è mai andato giù del Giappone, per esempio nei rapporti sociali. È possibile riuscire a integrarsi in quel mondo, come cerca di fare Alex, il protagonista del tuo romanzo? Non è facile, ci vuole tempo, e bisogna tenere sempre gli occhi aperti, perché in Giap- pone non si impara ascoltando, ma guardando.

E questo vale in qualsiasi situazione. Ed è un cocktail di bassifondi , atmosfere torbide , munga , erotismo , tradizioni antiche incontrate improvvi- samente svoltando l 9 angolo in una grande città dove imper- versano sincretismi moderni.

Il tutto servito in una inesora- bile trama noir. Come è nata Videa? Lo scenario impe- netrabile della Tokyo profonda mi ha sempre appassionato. Per me è stata un modo di far risaltare la luce e la purezza sullo sfondo della trama più buia. Cosa hai trovato in- sopportabile nel modo in cui è cambiato il nostro Paese? Sono pochissimi quelli ancora disposti a prendersi le proprie respon- sabilità.

Credo che occorrerà sapersi difendere, ma sempre con il sorriso, e godendosi le cose buone della vita finché si è in tempo. Come giudichi la moda del sushi che nel frattempo imper- versava da noi? Si direbbe che nessuno conosca nienV altro della cucina giapponese La cucina giap- ponese è talmente variegata e complessa che sarebbe davvero difficile riprodurla in Europa.

Per forza di cose, per mancanza degli ingredienti originali, quello che arriva fino a noi, anche quando è preparato con cura, ne è solo una rappresentazione.

Il mio racconto attraversa spesso ristoranti, bar, locali nei quartie- ri dei divertimenti. Tante volte in Giappone ho trovato il cibo affascinante, direi anche ec- citante, almeno quanto le donne con cui ero seduto a mangiare e bere. Per questo la cinepre- sa ideale con cui riprendo le scene di Doromizu mescola la freschezza e i colori luccicanti del cibo, delle pinne, delle foglie, delle alghe, con quelli della pel- le, degli occhi, delle labbra, dei denti.

Parliamo delle donne giapponesi , oltre lo stereotipo. Si capisce benissi- mo che le giovani amiche che accompagnano Alex in tutta la sua vorticosa vicenda vivono a loro volta una contraddizio- ne: Eppure restano profondamente tradizionali. E questo che ren- de per noi cosi affascinante il Giappone? I personaggi femminili di Doromizu, pur nelle loro differenze, non hanno nulla di simbolico.

Sono reali, originali, e quindi modificano i loro comportamenti, il loro carattere, a seconda di dove si trovano. E non vi è nulla di falso in tutto questo, perché è un mondo dove i movimenti, i gesti, i silenzi, hanno la stessa capacità espres- siva delle parole. Molti trova- no indecifrabile Verotismo giapponese.

Sembra che loro riescano a conciliare perfetta- mente restremo pudore con la capacità di vivere istantanea- mente e totalmente la propria animalità È per buona educazione, per corte- sia, che i giapponesi si muovono o si siedono in un certo modo, che si mantengono alla giusta distanza, non perché altrimenti si commetterebbe un qualche peccato.

Ma direi che fanimalità si ferma qui. Quello dei giap- ponesi sembra un erotismo esteso al mondo , alle cose , non soltanto alle persone. È un equivoco culturale da parte nostra oppu- re veramente la dominazione e la passività sono componenti della cultura erotica giappo- nese?

Tu sei anche un assionato praticante di marziali, in particolare Rendo, la scherma di spada ipponese. Cosa ti attrae di più di questa pratica? Il maneggio della katana, della sciabola giapponese, mi ha regalato il senso della disciplina, una chiave indispensabile per raggiungere la libertà.

A tavola, di fronte a una conchiglia ancora viva, ho visto accendersi negli occhi di mie commensali giapponesi una crudeltà giocosa, affascinante come quella dei gatti.

Dominare e subire non sono necessariamente associati ai rapporti tra uomo e donna. Potremmo interpretarla come una versione in salsa piccante del sistema confuciano.

Grazie alla letteratura giappo- nese, vedi le opere di un classico come Junichiro Tanizaki, abbiamo una finestra su quanto sia complesso e raffinato questo gioco, e di quanto sia profon- damente radicato nella cultura nipponica. Il quinto scudetto consecutivo è pronto per essere cucito sul petto di Madama con tanti saluti alle famigerate sorelle, che, invero, più passano gli anni e meno sembrano possibili pretendenti al titolo. Solo la bella guagliona partenopea è stata abbastanza sfrontata e suf- ficientemente impettita da far arrossire la vecchia Signora, almeno per buona parte della stagione.

A prescindere dalla classifica finale, del campionato in corso resteranno i segni di una stagione vulcani- ca, mai monotona, tinta non solo di bianco e di nero.

Napoli e Juventus sono meritevoli di aver acceso, anzi riacceso, la serie A. Hanno regalato ai tifosi di calcio emozioni a non finire.

Ma anche tanto materiale per gli studiosi di tradizioni e costu- me. Perché la lotta per lo scudetto è stata una sfida di sfide: In mezzo, scintille ed alabarde, petardi e pennacchi, sputacchi epemacchi.

Alla faccia di chi prevedeva una Signora spom- pa, concessasi tanto, troppo a mister Conte. Mr Antonio Conte aveva sistemato la Juve come un fortino in campo e fuori. Cento euro, dieci euro?

Quelle volgari cifr ette, quella poverata sbandierata ai media era rimasta di traverso nel gozzo dei gourmet piemontesi per tutta la stagione, e chi se ne frega del quarto scudetto. È la Champions il vero obiettivo che i bianconeri si sussurrano nelle orecchie a bassa voce, più per pudore che per scaramanzia, o reale scetticismo.

Cancellato da Conte fuori dal campo, ha mancato ogni occasione negli scontri importanti. Il suo pedigree internazionale ha portato in casa Napoli giusto una coppetta Italia, troppo poco per i sogni accesi da De Laurentis nel popolo partenopeo.

Quando r u b i o l a arriva Sarri si respira aria di smobilitazione. Il grande film sembra finito senza nessun gran finale. I tifosi napoletani perdonano tutto, purché si giochi. Al triplice fischio il verdetto è impietoso. I tifosi partenopei sbuffano, quelli bianconeri alzano un ciglio.

Dopo cinque giornate il disastro è completo: Ai napoletani appare in sogno Maradona che apostro- fa il non-gioco di Sarri come perdente, pericoloso, da metà classifica. I tifosi si sentono umiliati: Non ci sono abituati a soffrire, i bianco- neri. I due atteggiamenti tattici, specchio di due mentalità molto precise, danno risultati opposti.

Diventano la rivelazione del campionato. Sistemata la difesa, il Napoli è spavaldo e fatalista, gioca tutto a trazione anteriore. La coppia Higuain- Insigne, la più completa e spettacolare della serie A, sembra pronta a scardinare la Juve nel suo storico punto di forza: Il Napoli è secondo, ma si capisce che è solo una questione di tempo. Perché Sarri vince e segna con metodo scientifico: I na- poletani sorprendono, spiazzati da tanto metodo.

E alla fine si ricrede anche Maradona. Completamente diverso il percorso della Juventus dopo la sconfitta di Napoli. Calato un sipario pietoso dei tifosi su una stagione al limite della decenza, la Juventus sembra scivolata fuori dallo scudetto partita dopo partita. Allegri tiene duro, tra forzati sorrisi in sala stampa e pericolosi mugu- gni in corridoio. I tifosi della Juve non perdonano. Sir Buffon rompe il silenzio: Sarà stato il verbo del capitano, o la vittoria nel derby, o il dna Juventus, ma arriva la svolta della Juve.

Anche in questo caso, i tifosi sono spiaz- zati. Tutto il resto Roma, Inter, e pure Fiorentina è noia. Schivo, determina- to e duro ai limiti della simpatia quando serve, il presidente della Juventus. Sempre troppo pre- sente, scenografico, accentratore oltre misura quello del Napoli. La conquista del J Stadium sa di vecchie rivalse, di una resistenza al dominio sabaudo forse mai sopita. Si fa da parte pure Sanremo, oscurato dalle tele- camere in campo e spostato in differita sui Rai Internatio- nal per permettere agli amici sportivi nel mondo di assistere al match.

La partita in notturna riporta al più grande duello tra n. Anche le leggende sem- brano rispecchiare due diverse mentalità. Si atterra in campo. Il Napoli di Sarri sente la sfida, è spassionato e contratto. La Juve attende nella ragnatela, concentrata e cinica. Il resto della storia è cosa nota. Il Napoli perdona, la Juventus no. Se calcio sta sempre per erba, porte, pallone, giocatori, il sesso diventa genere, D 1 1 R E N E maschile o femmi- nile, e subito la trama si ingarbuglia.

Chi strabuzza gli occhi, chi si sganascia dalle risate, chi leva gli scudi. Loro, le donne, che ne sanno di calcio? In realtà, tra gioco e satira, lo vivono eccome e possono rac- contarcelo in una chiave alternativa. Parliamo di una parodia scritta da entrambe, girata, montata e prodotta da Bea con un iPhone usando il terrazzo di casa come location. Osano, innanzitutto, impossessarsi di un campo maschile e cinguettare o fare la voce grossa tra tac- chetti e luoghi comuni e poi una comicità di frontiera, surreale e incalzante.

Per voi il pallone pesa di meno? Donne e calcio ovvero una rivincita scan- zonata ma pungente, ecco la linfa forte del duo in gonnella o calzoncini. Il teatro si mescola alla Rete insomma. Parola di Maddi , suona il piano, colleziona premi e riconoscimenti.

Maria Beatri- ce è attrice, cantante è lei Milionaire Blonde , dj nota come BlonDj, autrice e produttrice web, esperta anzi maniaca in comunicazione digitale: E, con La mia compagnia , Giorgia in veste di impresario e regista, Bea di attrice.

Anche sul fronte abbordabile e liquido della Rete, dunque, ci vogliono il curriculum e il mestiere. Giorgia ha cono- sciuto Bea al laboratorio di Massimiliano Bruno: Quando si parla di fenomeni e consensi virali in linea di massima si scoprono quindi giovani che hanno coraggio- samente sondato la via del successo del terzo millennio. Le ultramoderne vie dello spettacolo sono effettivamente intriganti.

Un panorama eccitante ma complesso in cui la bravura artistica è solo uno degli ingre- dienti necessari, il resto è fiuto del costume, pratica di diavole- rie digitali, acuta osservazione dei trend per intercettare le fasce sensibili. Questione di linguaggio e di molto altro. Ferme le premesse di competenze e ap- peal, chiunque voglia tentare di emergere nel mare magnum del pianeta Internet ha meno freni e ingombri di chi bazzica i canali tradizionali. Vogliamo parlare del femminismo 2.

Della realtà, e non del reality, di uomini e donne? Bea Alonzi ci sta lavorando su con Ilovewomen. Come lei molti altri maghi del new entertainment entreranno sempre più nella nostra quoti- dianità: Anche in fatto di eros, porno e dintorni vedia- mo di che tam tam sono capaci una connessione a Internet e una cascata di visualizzazioni e like.

Tra gli youtuber ci sono vere star, impossibile negarlo: Fanno tendenza e sono un punto di riferimento per centinaia di migliaia di te- enager. È il caso di Jess Gre- enberg che si esibisce con voce, chitarra e strepitoso décolleté da maggiorata castigato solo da un reggiseno. Ogni perfor- mer scatena sul web il meglio di sé: A questo punto restia- mo connessi e seguiamo gli sviluppi. Quello non scontato e oltre i soliti, consolidati paletti. Talento da vendere e un temperamento in campo piuttosto inquieto, talvolta irascibile, forse il limite più grande del campione ligure che non gli ha ancora permesso di raccogliere quanto meritereb- be.

Perché, nonostante i tre titoli Atp già in bacheca e la 13esima piazza mondiale conquistata un paio di anni fa oggi gravita intorno alla 30esima posizione , Fabio Fognini potrebbe aspirare, per i valori espressi in campo, tranquillamente alla top ten e a qualche più prestigioso alloro.

Perché, dice, l'etichet- ta del genio sregolato ormai gli sta strettina, dopo aver ammesso innanzitutto a se stesso le proprie colpe, averne pagato il conto e star facendo del suo meglio per migliorare sotto questo aspetto.

Un percorso nel quale la sua fu- tura moglie, Flavia Pennetta, sta giocando sicuramente un ruolo fondamentale Fabio , tu da piccolo sognavi di fare il cal- ciatore,.

Giocavo sia a cal- cio che a tennis, poi a quattor- dici anni ho deciso che il ten- nis era la mia vera passione. Il tennis rimane il mio sport preferito, anche se amo ancora giocare a pallone con gli amici, stando ovviamente molto attento a non farmi male.

Perché c'è anco- ra tutta questa sproporzione di trattamento , anche a livel- lo economico e di esposizione mediatica,fra il calcio e gli altri sport? Il calcio è uno sport collettivo, dove si gioca in team, ha tempi televisivi perfetti, al contrario del tennis per esempio. E poi di calcio si parla ovunque, giornali e tivù gli dedicano tantissimo spazio. Sei una delle co- lonneportanti della squadra di Coppa Davis.

Un evento che giocatori e tifosi sento- no molto. Con VArgentina nei quarti di finale a luglio in quel di Pesaro come la vedi? In Coppa Davis ho sempre dato tutto me stesso, mi piace aver la responsabiltà di giocare per il mio Paese, portare i colori della mia nazionale e vedere che tutta la squadra tifa e lotta insieme a te. Con rArgentina sarà una partita molto molto dura perché in Davis non ci sono partite facili e la classifi- ca conta ben poco.

E dalle Olim- piadi, invece, cosa ti aspetti? Quali sono i tuoi obiettivi? Lottare e dare il meglio in campo. Il sogno di qualsiasi atleta è una medaglia e sognare non costa nulla: Che rapporto hai con Roma e gli Interna- zionali? Sono davvero strepitosi, fantistici, unici, per cui il mio rapporto con la Città Eterna è davvero speciale. Genio e sregola- tezza in che rapporto stanno secondo te?

Possono convi- vere anche se a volte possono avere una convivenza difficile. In passato la seconda é emersa in campo ma credo di averne pagato le conseguenze ammet- tendo le mie colpe. Lo trovi un limite e pensi che ti abbia impedito di portare a casa risultati più impor- tanti? Tu sei cresciuto a suon di sfide , soprattutto in fase junior, con Novak Djokovic, Vattuale numero uno al mondo.

Cosa apprezzi di più di lui? Di Noie apprez- zo il fatto che con me non ha cambiato atteggiamento nonostante abbia scalato la classifica mondiale. Penso i problemi della vita, che sono ben più importanti di un rivale in campo. Il tennis, come in genere lo sport, è un buon maestro di vita.

Qual è l inse- gnamento più grande che ti ha dato finora? Lo sport ti insegna tanti valori, a partire dall'imparare ad apprezzare quello che si ha e si fa. E poi ti insegna il rispetto per te stesso e per gli altri. Quali sono le rinunce che più ti pesano tra quelle a cui il tennis ti costringe?

Cosa ha fatto secondo te la differenza fra te e lui, anche in considerazione del fatto che in fase junior era- vate molto vicini in termini di rendimento e risultati? Voleva essere numero uno al mondo. Per cui penso la diffe- renza la faccia la testa. È la sua enorme forza di volontà, oltre alle sue grandi qualità atletiche e tennistiche, che lo ha portato sul tetto del mondo.

Qual è stato fino- ra il momento più bella della tua carriera tennistica? Sono partite che ti lasciano emozioni uniche! Quello, invece, più difficile? Le lesioni e gli infortuni sono la parte più dura di questo come altri sport.

Alfinizio faccio sempre fatica ad accettarli, ma poi devo farmene una ragione e aspettare, lavora- re e ripartire. Più difficile battere i rivali sul campo o i problemi della vita? Fabio Fognini, 29 anni, è il numero uno del tennis azzurro che ha rag- giunto come suo best ranking la 13esima posizione mondiale nel , mentre ora si attesta intorno alla 30esima posizione. Ha vinto finora tre tornei Atp, tutti sulla terra battuta, ed è fidanzato con l'ex collega Flavia Pennetta, che dopo aver vinto gli Us Open ha deciso di appendere al chiodo la racchetta per dedicarsi, fra le altre cose, alle imminenti nozze col suo Fabio.

In generale che rapporto hai con le regole? Le regole son fatte per essere rispettate e saltua- riamente infrante. Qualche volta sono un po' trasgressivo, in passato forse lo sono stato troppo Con risultati non sempre invidiabili. Tu che hai modo di viaggiare tanto e confrontarti continuamente con persone provenienti da altri Paesi, vedi la differen- za? Chi è secondo te 11 giocatore più forte di tutti i tempi? Stare lontano dalla famiglia e dagli amici. Si viaggia tanto, troppo Come sei nella vita di tutti i giorni?

Fuori dal campo intendo. Un ragazzo tranquillo a cui piace stare in compagnia. Questo mese compi 29 anni. Cosa ti rega- lerai per il tuo compleanno? Un bel Roland Garros?

Eh eh ride , questa domanda non è per me! Devi farla a qualche ragazza. Diciamo che alla parte estetica ci ho sem- pre fatto parecchio caso! Flavia è una gran bella ragazza , oltre che una delle atlete italiane più vincenti di sempre , capace di vincere anche una prova del Grande Slam Us Open , ndr. Cosa apprezzi di più di lei? Con cosa ti ha conquistato? Con la sem- plicità.

Flavia è una donna con dei principi e dei valori umani uguali ai miei. Sesso e sport in che rapporto stanno? Ce chi dice che il sesso farlo per esempio anche prima di un match aumenti le prestazio- ni sportive.

Tu cosa ne pensi in base alla tua personale esperienza? Sex, love and rock'n'roll forever! Ma anche attraverso la cura sem- pre più maniacale dei dettagli: Aspetti secondari rispetto alla missione principale in campo cioè vincere delle giocatrici, ma che di certo non passano inosservati. Brave, sexy e molto glamour. Che non hanno paura di osare dentro il campo e fuori, sfilando in pas- serella o posando in lingerie o senza veli sulle riviste patinate di tutto il mondo.

Sempre più ambite da sponsor che hanno fiutato quanto la loro avvenen- za possa fruttare in termini commerciali, disposti pertanto a offrir loro contratti pub- blicitari milionari.

Concetto recepito dalla stessa Wta Wo- men's Tennis Association , che non disdegna di promuovere il tennis rosa nel mondo tramite campa- o petrone gne che puntano proprio sul lato fashion e sen- suale delle tenniste.

Il tennis - continua - non ammette pareggio e riporta alla mente i gladiatori delle antiche arene, dove si vinceva o si moriva. Emblema assoluto di que- sta tennistica ambivalenza è Maria Sharapova. Nonostante le sue recenti disavventu- re legate al doping, rimane bellissima. Per gran parte del pubblico maschile la più bella del reame.

Per alcuni un po' algida, sempre perfetta nel suo look fuori e dentro il campo. I gemiti, feroci, con cui la 28enne siberiana accompa- gna i suoi fendenti hanno un qualcosa di erotico, ipnotico, se ascoltati mentre si ammira- no le sue lunghe leve periate di sudore che corrono da una parte all'altra del campo.

Un cocktail esplosivo che l'ha trasformata in un'icona dello sport moderno. Ecco, fuori dal campo. Alta, bionda, occhi azzurri, solare, bella e una passione smodata per i tacchi vertiginosi che ha calzato anche in qualche sexy posa su riviste patinate. Et repro cum lacipis susa volores ex estiore sequi busa ati qui di t vel ipsandiam re rem sam et quati sit, il leste mperum liquo ducid qui odit optati dolor mos nem que et fuga. Come dire, più si è forti e più si è belle, ovvero cigni fuori e leonesse dentro.

Agnieszka Radwanska, polacca con best ranking numero 2 al mondo, immortalata senza veli nella sua elegante e altera bellezza i mugolii con cui accompagna in campo i suoi colpi sono ad altissima carica erotica e potrebbero essere tranquillamente scambiati con quelli tipici dell'inizio di un or- gasmo!

E ancora, la slovacca Da- niela Hantuchova, i cui nudi patinati hanno fatto sognare milioni di uomini nel mondo, la bulgara Tsvetana Pironkova e le romene Sorana Cirstea e Simona Halep, che è stata anche numero 2 del mondo ed è nota anche per essersi fatta ridurre il seno per agevolare la sua mobilità in campo. Ma non ci sono solo quelle dell'Est a popolare i sogni erotici degli appassionati di tennis e belle forme. Senza tuttavia dimenticare la delicatissima danese Caroline Wozniacki, ex numero uno al mondo, Eugenie Bouchard, splendida, eterea canadese, 22 anni, capa- ce di raggiungere due anni fa la finale a Wimbledon, e l'inos- sidabile Venus Williams, la Ve- nere nera, sorella della numero uno Serena e a sua volta al top del ranking un po' di anni fa.

E poi ci sono le baby terribili che si stanno affacciando sulla scena internazionale: Ma non è una novità. Di liaison nate sui campi da tennis ce ne sono a iosa: Chris Evert e Jimmy Connors, Steffi Graf e Andre Agassi, Sharapo- va e Grigor Dimitrov, tanto per citare le più note, a dimostra- zione di come queste amazzoni della racchetta, molte delle quali in scena agli Internazio- nali Bnl d'Italia che si tengono a Roma fino al 15 maggio, siano grandi maestre anche nell'arte della seduzione.

Giocare sul Pietrangeli ai piedi delle grandi sculture in marmo di Carrara degli atleti anni '30 è, a detta di tante giocatrici e giocatori, un'esperienza davvero indimenticabile. La massima parte delle più forti tenniste del mondo sono di scena dall '8 al 15 maggio, insieme con i loro colleghi maschi, agli Internazionali Bnl d'Italia, uno dei tornei più importanti del circuito, dotato di un montepremi di 2.

Tento la sorte e mi sdraio accanto a lei. Non si sveste nemmeno, il nostro accordo non prevede nudità, si arrotola solo la manica sul braccio destro e io ringrazio il cielo che non studi da proctologa. È da mesi che ci masturbiamo l'un l'altra per noia e nono- stante il nostro acume non siamo riusciti a migliorare noi stessi, ci sarà una morale in tutto questo. Non so cosa stia studiando, mi domando solo come riesca a leggere ondeg- giando in quel modo, la sua mano mi stringe come quando il tram frena improvvisamente e tu perdi l'equilibrio.

So che non è nei patti, ma guardo le sue gote rosse come nasi da clown e sorrido, men- tre mi masturba riesco solo a pensare a quanti punti sarebbe riuscita a fare ad Asteroids. Per lei sono solo un altro esperimento, forse sta cercando di dimostra- re qualcosa, forse, a me sembra solo invidia dei delfini.

Ormai potrebbe cominciare una carriera da pilota di caccia quando mi accorgo che ha smesso di studiare, mi guarda. Senza rallentare soffia via il ciuffo che le copre il viso, i capelli cenere ricadono len- tamente nella stessa identica posizione, come una ragnatela scossa dal vento.

Capisco che non c'è una mora- le, non c'è un insegnamento, facciamo quello che faccia- mo solo per pura e semplice felicità. Se è lei a volersi sbrigare è già una gigantesca fetta di responsabilità che scivola via dalle tue spalle. Ma non stiamo per fare ses- so, anche se mi piacerebbe. Non stiamo nemmeno per giocare a Monopoli, anche se sono convinto che mi spremerà comunque.

Lei non è la mia ragazza, non voglio conquistarla, lei non vuole conquistare me. Vale per tutti tranne che per i delfini. Parlando di Feynman con lei siamo arrivati alla masturba- zione, non come argomento, come pratica.

Ci è voluta la Marvel per farlo diventare una star, nella minuscola tuta di Ant-Man, il supereroe che ha esordito la scorsa estate al cinema e che proprio in que- sti giorni è tornato sul grande schermo in Captain America: Eppure Rudd è sulla breccia da vent'anni, uno che ha esordito con un cult come Clueless, al fianco di una giovanissima Alicia Silverstone, e che si è costruito un curriculum di assoluto rispetto.

E allora che commedia sia, praticamente senza soluzione di continuità negli ultimi dieci anni, soprattutto al servizio di Judd Apatow che lo volle protagonista del suo progetto più ambizioso, Questi sono i 40, rac- conto agrodolce di una genera- zione che è cresciuta quasi senza accorgersene.

Ma il Marvel Universe ha le sue regole e c'era decisamente bisogno di Scott Lang per poter aprire nuove strade narrative di una saga decisamente lontana dalla sua chiusura. E all'orizzonte già si prospetta il secondo film dell'uomo formica, Ant-Man and thè Wasp. Nel mentre Paul si è anche tolto la soddisfazione di far parte dello straordinario cast vocale de II Piccolo Principe.

Abbiamo incontrato Paul Rudd a Londra per parlare con lui di tutte queste cose e anche per capire se - come sembra essere avvenuto nel suo caso - la vita inizia davve- ro a quarant'anni Ve è passato di tempo. Un esordio di grande successo. Non saprei, ho avuto qualche altro successo come quello nel corso della mia car- riera, soprattutto a livello criti- co, ma non credo che nessuna delle cose che ho fatto dopo Clueless abbia avuto lo stesso impatto su una generazione.

Non era una cosa semplice , dopo il decen- nio dei grandi teen movie di John Hughes. Devo confessarti una cosa. I tempi sono cambiati, adesso ci sono i Marvel movie, della cui fa- miglia sei entrato a far parte anche tu.

Non sono la stessa cosa. Insomma, quando ero al liceo se qualcuno non aveva visto The Breakfast Club l'unica spiegazione era che venisse da Marte. Ma a quel tempo era soprattutto una questione generazionale e sociale. The Avengers è uno dei film più visti di sempre, ma non so se i giovani oggi intavolano discussioni attorno ai film della Marvel. Alla fine si cresce, o peggio si diventa vecchi Già, ma fa tutto parte del bagaglio che hai messo insieme e che ti porti dietro.

Penso ai film che ho girato con Judd Apatow che sono quelli in cui mi sono messo maggior- mente in gioco. Queste esperienze mi hanno portato alla fine a poter essere Ant-Man e a scrivere il mio personaggio in un certo modo. La scrittura è importante per te?

No, sbagliato, devi far funzionare tutto prima sulla carta. Non c'è niente di più difficile del fare ridere il pubblico. Non ti sei mai sentito svilito dalVetichetta comica? Più che altro non ho mai capito da dove arrivi. La mia formazione è nel teatro classico e fino a Anchorman, nel , non ho praticamente mai girato film comici.

Oltre- tutto ho studiato con molti col- leghi che si sono specializzati in quel campo e che sono molto più bravi di me. No, non sono un attore comico, amo il ritmo della commedia e il suo scopo finale, far divertire lo spettato- re. Ma per quanto possa sem- brare assurdo, mi considero un attore drammatico. Adesso sei anche un attore Marvel. Sinceramente non ci ho pensato. Mi sto godendo ogni minuto di quello che mi sta succedendo, ho lavorato sodo per Ant-Man come non avevo mai fatto in tutta la mia carriera e sono grato a chi mi ha scelto per avermi dato la possibilità di essere entra- to a far parte di qualcosa di enorme.

Quello di Ant-Man è un ruolo affascinante, ricoperto nel tempo da tre diversi protagonisti: È stato come andare a bere un bicchiere con un re. Ci sono tre attori al mondo che considero icone vere e pro- prie, e lui è uno di questi tre. Professionalmente eravamo sul set e interpretavamo i nostri ruoli, ma poi nel bel mezzo di una scena mi veniva in mente che luomo di fronte a me aveva prodotto e interpretato Sindrome cinese insieme a Jane Fonda e Jack Lemmon.

Come fai a non sentirti fortunato? Per curiosità, quali sono gli altri due? Jack Nicholson e Paul Newman. Entrambi grandi attori che sono anche passati alla regia. E tu, ci stai pensando? Ti spaventa Videa di abbandonare tutto per due anni e dedicarti a un unico progetto? No, se ne valesse la pena non mi spaventerebbe. So che lo sentirei come un ob- bligo, e non come un piacere, nella convinzione di essere l'unico in grado di raccontare quella storia. Scelgo un molo perché mi piace, anche se è la sesta commedia consecutiva.

Pensare di dovere uscire tutte le sere per andare in teatro e non potere stare con loro sarebbe una sofferenza. Faccio già tanto, vorrei vederli crescere.

Guarda caso la famiglia è un elemento narrativo fondamentale di Ant-Man. E adesso ti rivedremo con il costume addosso, ma non sarai da solo. Come stato lavorare con gliAvengers in ,f Captain America: Ho co- nosciuto Iron Man e Captain America!

Scherzi a parte, c'è una sospensione incredibile dei sensi sul set, siamo noi per primi a credere che quello che facciamo sia vero. Una cosa molto vera c f è: Non è stato facile, per un anno ho dovuto seguire un regime alimentare molto rigi- do, iperproteico, con una dose di carboidrati ridotta all'es- senziale ed alcool eliminato completamente.

E comunque, sono un supereroe, non ne ho bisogno. Se tenti di conquistarla magari finisci per deprimerti. Del mio lavoro tantissimo. Non era quello il senso della domanda Fino a sedici anni disegnavi fumetti , poi cose successo? Il mio attestato recita: Un film mi ha 96 Q7 folgorato: Quel pomeriggio di un giorno da cani con Al Pa- cino e poi un incontro, quello con il professore di storia del cinema, Enzo Civita. Aveva un passato da regista alle spalle, tanto da insegnare, e un debole per Marion Brando.

Continuo a disegnare con il mio corpo e ho sostituito il foglio bianco con le pellicole. Hai recitato in " Gente di Roma". Che vuol dire essere diretti da Ettore Scola? Era uno di quelli che ti dava il suo punto di vista non dimenticando mai quale era la realtà. Lavorare con lui è stato meraviglioso: Mi diede una lezione per la vita: A lui che io fossi un came- riere nella vita non importava. Sul set con noi c'era anche una disegnatrice: Roma è quella roba li?

Per come la vedo io è più Suburra , indipendente- mente da chi ha girato cosa. E poi ho un debole per Sollima e per i suoi film. La grande bellez- za è Roma filtrata dagli occhi di Sorrentino, una sua proiezione, Suburra è più vicino alla realtà. Se mi chiedessero con chi vorrei fare un film la risposta sarebbe Sollima.

Dopo sei anni di onorata carriera in "Squadra Antimafia" hai deciso di volta- re pagina. Ti manca vestire i panni del poliziotto? A mancare veramente sono i sette mesi di set. Mi mancano pistola e distintivo. Hai mai avuto paura di restare ingabbiato in un personaggio? Spero che non sia il pubblico a rimanere ingabbia- to e a percepirmi solo in un certo modo.

La nuova stagione, uscirà a settembre e per il pubblico non è ancora successo nulla. Spero di non essere chiamato a interpretare solo ruoli da poliziotto.

La fiction italia- na riuscirà mai a colmare il gap rispetto alle produzioni americane? Me lo auguro, è la mia speranza e il motivo per cui mi alzo ogni giorno.

Vorrei osassero di più anche nel raccontare certe storie: Non regge come alibi. Una delle tue idtime fatiche è stata Vopera prima di Gianclaudio Cappai "Senza lasciare traccia" Un piccolo film, ma solo nei mezzi produttivi, un low budget per intenderci. Interpreto un fochista di una ciminiera che vive solo in alcuni flashback. È stata una bella sfida. Zero battute, poche scene. Quasi una missione impossi- bile per un attore. Mi piace dare voce ai silenzi, ecco! Isabella Rago- nose e Francesco Montanari sono i due protagonisti e la produzione è Fandango.

Stimo tantissimo Vicari e spero di lavorarci presto ancora insieme: È il rovescio della medaglia. Mica basta dire di essere cattivi. In teatro ci sono pochi soldi, sono due anni che provo a portare in scena uno spettacolo con un collega.

Fare uno spettacolo vuol dire passare più di un mese a provare, la parte del lavoro più bella. È fi la vera creazione, poi vai in scena e inizia la seconda parte, quella empatica con il tuo pubblico. Quello della tv e del cinema è un amore diverso È un lavoro schi- zofrenico, dove magari registri prima la quarta puntata per poi tornare al principio.

Cosa si prova a portare in scena per settima- ne, tutte le sere, la stesso identi- co personaggio. La recitazione teatrale è ripetitiva, anche tra un ciak e un altro ripeti. Il bello del teatro è che ogni sera è unica e irripetibile.

Il teatro è vivo, non puoi annoiarti se sei aperto e attivo. Nei tuoi sogni c'è la produzione, vero? Sento forte la voglia di poter organizzare il lavoro: Non mi dispiacerebbe fare la regia, ma serve prepara- zione anche se oggi te la fanno fare pure se preparato non lo sei.

Luca Marinelli, un talento vero, un animale da palcoscenico. E poi Lucia Mascino. Lo chiamavano Jeeg Robot, di Gabriele Mainetti. Un grande film interpretato da un grande attore che è soprattutto un amico: Claudio Santamaria ha cambiato marcia e spero possa finalmente emergere come merita. Siamo sempre connessi , sempre raggiungili. Per- sonalmente non sono a favore di questa costante condivisione.

I social influenzano ogni tipo di rapporto: Ho avuto il primo telefono a 22 anni, oggi ne ho 43 e conosco la differenza tra averlo e non averlo. Non ho relazioni personali su Facebook o su Instagram ma la gente oggi ha più la testa rivolta verso il basso, nel suo telefono, che dritta, per vedere cosa gli gira intorno È un paradosso, perché hai il mondo dentro un telefono ma il mondo non è solo quella scatola di metallo.

Ti dà la possibilità di viaggiare, ma poi quei viaggi devi farli realmente, senza fermarsi a uno spostamento virtuale.

Siamo di- ventati degli zombie con la testa china. Odio i selfie, chiamateli autoscatti: Rivendico come essere umano la necessità di scomparire. Lui pugliese, lei ameri- cana. Entrambi studenti univer- sitari. È il primo novembre Raffaele e Amanda si scambiano tenerezze nel giardino della villetta di Perugia, dove è appena stata massacrata Meredith Kercher.

Un omicidio per il quale, nel corso dei successivi otto anni, Raffaele e Amanda verranno condanna- ti, assolti, ricondannati e infine definitivamente scagionati dalla Cassazione. Quel bacio - riproposto migliaia di volte su giornali e tv - nel tempo ha fatto da sigillo a una storia insanguinata. Ma qui l'arte non c'entra; qui le uniche pennellate sono pen- nellate di crudeltà. Raffaele Sollecito ha oggi 32 anni ed è ingegnere informatico.

Ha accettato di ripercorrere con Play- boy alcuni momenti-chiave della sua vita. Potendo tornare indietro , ribaceresti Amanda a pochi metri dal cadavere di Meredith? Quel bacio era solo il gesto di tenerezza verso una ragazza sconvolta per la morte della sua amica.

Niente di eroti- co , quindi. Io conoscevo Amanda solo da pochi giorni. Il nostro aspetto era funzionale a una narrazione che non aveva nulla a che fare con la realtà e la verità.

Si scrisse per- fino che andavate insieme a comprare biancheria sexy. Se è per questo fummo descritti anche come consumatori abituali di droga. Ma che facevano comodo a chi doveva vendere copie di giornali o fare audien- ce in tivù. È una rico- struzione calunniosa verso una vittima innocente e offensiva per la famiglia Kercher. Mere- dith merita di essere ricordata per quella che era: Per Amanda, nel corso degli anni, ci sono stati servizi fotografici in pose da top model e ospitate in tivù alla stregua di una star.

Reggere allo stress non era impresa facile. Sognando un lavoro che mi dia soddisfazioni e una famiglia serena. Qual è il tuo pri- mo ricordo da uomo libero? Nei quattro anni in carcere non ne avevo più visto uno. Ma il peggio doveva ancora venire.

Dopo la scar- cerazione sei finito dietro le sbarre del male oscuro? Per fortuna sono riuscito a liberarmi anche da quella gabbia.

Come ne sei uscito? Ho fatto un lungo viaggio negli Stati Uniti. Si disse che eri andato a trovare Amanda. Più che trova- re Amanda, dovevo ritrovare me stesso. È bastato quel viaggio per sconfiggere la depressione? Ne sono uscito grazie all'affetto di mio padre e all'amore di Greta. Greta è la tua compagna.

photo de grosse bite escort albi Aveva un passato da regista alle spalle, tanto da insegnare, e un debole per Marion Brando. Dopo cinque giornate il disastro è completo: È stato come andare a bere un bicchiere con un re. Che ancora non capisco. Per- sonalmente non sono a favore di questa costante condivisione.

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Quadrante nero in argento massiccio incassato in una cassa in oro rosa da 18 carati con un diametro di 41 mm. Ma ancora non vi sembra abbastanza evidente? Insamma, possiamo dire che in questo album c'è lo Zucchero Doc?

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MATURE VIEILLE ESCORT ABBEVILLE Anche sul fronte abbordabile e liquido della Rete, dunque, ci vogliono il curriculum e il mestiere. Siete giovani, gagliar- 42 di e intraprendenti, come è fare impresa in Italia? Oltre ai contenuti speciali su Playboy Extra troverai anche la versione digitale di tutti i numeri di Playboy già usciti in edicola. Né io, né Beppe Grillo, abbiamo mai scritto un programma per le tv locali o regionali. E dispongono di bus privato, con tanto di guida. Search the history of over billion web pages on the Internet. Ma forse è la stessa aria di Pizzaland che non permette lo sviluppo di un movimento del genere?
Photo de grosse bite escort albi Romanzi d'amore di altri tempi. Per me è stata un modo di far risaltare la luce e la purezza sullo sfondo della trama più buia. A mancare veramente sono i sette mesi di set. Ma 15 milioni cash di 'buonentrata' e uno stipendio di 3 milioni annui questo si dice sia il compenso a Vittorio Feltri per tornare a dirigere il Giornaleoppure 5 milioni annui a Belpietro per Libero, se confermati, sono cifre esorbitanti, incredibili, illogiche". Ciao cucu gnè gnè Infatti non lo dicono perchè non ne hanno fatti! Scri- ve perché non potrebbe far altro.
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Ci sono tre si- gnificati di Azel. Per prima cosa, vuol dire radici o steli di un albero e questo album rappre- senta sia le radici della musica Tuareg che i suoi rami, ovvero la musica Tuareg moderna e la mescolanza di altri stili con la musica Tuareg.

Inoltre si tratta di una parola che in slang indica qualcosa di buono, o qualcosa che ti piace molto. Ma la cosa per me più importante è che è il nome di una città nei pressi di Agadez molto vicina al mio cuore, il posto da cui provengono mia moglie e la sua famiglia.

È anche il luogo dove ho fatto per molti anni la guida turistica e dove ho imparato a diventare un chitarrista profes- sionista. Ho voluto mostrare il mio rispetto per questa città dando il suo nome alfalbum. Che effetto tifa essere considerato il Timi Hendrix delNiger? So che leg- gende come Hendrix e Carlos Santana sono stati i tuoi più grandi fari musicali È molto lusin- ghiero essere paragonato a grandi chitarristi, naturalmen- te, e in particolare a Jimi, il più grande di tutti.

Ma penso che sia un po' sciocco. Non sono il Jimi del Niger. Sono il Bombino del Niger. Paragonare un artista a un altro è strano per me, perché ognuno è unico e ciascuno sviluppa la propria arte nel proprio contesto. Se ti stai chiedendo se mi considero un cittadino del mondo Questa è, a mio parere, la principale funzione della musica.

Azel è il terzo album di Bombino: Ma fondamentale, per ognuna delle nostre vite come per il circo stes- so, è la musica. Ecco le ragioni del nostro viaggio alla scoperta di questo magico elemento: In un circo non tutto quello che vedete avviene all'interno del ring.

C'è una buona parte di preparazione, di effetti spe- ciali e di magia che ha luogo dietro le quinte. Questo avvie- ne anche nel mondo musicale dove la magia non sempre ha luogo sul palcoscenico, di ring durante un concerto, mentre il musi- cista canta e suona: Il produttore discografico, infatti, non è più quella figura degli anni '50 che si occupava solamente della parte sonora; ora è anche un talent scout, un manager, un agente.

Non sempre infatti è chiaro quanto il produttore abbia il compito di limare alcune idee dell'artista per renderle più commerciabili e quanto invece sia quello di creare, al pari dell'artista, un brano musi- cale partendo da zero. Basti pensare che il quinto Beatles, il produttore George Martin scomparso di master recente , negli anni '60 e '70 era conosciuto quasi unica- mente da chi lavorava nel set- tore nonostante sia stato lui, di fatto, ad aggiungere quel tocco speciale alle sonorità del gruppo di Liverpool che poi ne ha decretato il successo.

Partiamo dal suo ruolo fondamentale, ovvero supervisionare il mixaggio e la registrazione di un brano. Questo ruolo è in realtà fondamen- tale e spesso completamente sconosciuto; dare per scon- tato che una registrazione in uno studio discografico possa essere automatica, come se scaturisse automaticamente dalla mente dell'artista al microfono con una qualità e una precisione elevate, vuol dire semplicemente non essere a conoscenza dei limiti e degli infiniti passaggi che oggi hanno le tecnologie di uno studio di registrazione.

Altro compito sconosciuto del produttore è la preparazione dei musicisti in ambito live. In questo caso si occupa, suppor- tato magari da alcune figure specifiche, di aiutare l'artista a farsi comprendere meglio dal pubblico durante le sue esibizioni dal vivo.

Per quanto riguarda la gestione degli artisti e della loro musica, comunque, bisogna ammet- tere che non c'è un singolo modo per fare il produttore e che ogni persona è arrivata a coprire questo ruolo attra- verso un proprio percorso, in base al proprio carattere e alla propria visione del mondo musicale e discografico, con un proprio stile e una propria sensibilità. Questo forse è il motivo che decreta il fascino arcano, ancora oggi difficile da spiegare, anche per chi li frequenta.

I produttori, infatti, al pari di un genitore o di un maestro devono saper coinvolgere e stimolare il più possibile i talenti dell'artista in cui loro per primi devono credere e, al pari di un critico, devono saper essere sempre preparati e attenti per rispetto non solo nei confronti degli artisti ma soprattutto della musica stessa.

Allacciate, dunque, le cin- ture, si parte! Il punk, che si vantava di non avere futuro, ha influenzato i costumi di almeno tre generazioni da non SOttOVa- DI ELIA lutare l'influsso sull'era social, ebbra di un postmo- dernismo valoriale che lascerebbe Sid Vicious indeciso tra schifo e fierezza.

Del pop-e- lectro-new-wave-old- borghese ottantiano tutti conservano ricordi più o meno agrodolci. L'epopea grange, Kurt Cobain a parte, è rimasta vittima di un gigantesco alzhei- mer collettivo. L'area di Seattle è affacciata sul Canada e parrebbe, paesaggio compreso, un anfratto di Scandinavia, al confine con Plutone il disco vo- lante dello Space Needle dice niente? La bevanda aliena prodotta dall'im- pero Pasini galattico Star- bucks, nato proprio a Seattle, dice niente bis?

Il fatto che gli abitanti di Seattle si chiamino Seattleites - in pratica satelliti - dice niente ter? A Seattle e din- torni, con l'incessante battere della pioggia a fare da metronomo, si è sempre suonato parecchio indovinate di dov'era Jimi Hendrix E si è anche avuta una certa tendenza a fare la storia: Mai la storia, il rock, Plutone e i suoi satelliti hanno incrociato le or- bite come in quegli anni sospesi tra '80 e ' Solo Londra poteva essere Swinging Seattle in confronto a Londra- Giove è davvero Plutone.

Seattle è un posto lontano. Storia grange in soldoni: Kurt Cobain scaccia dal Tempio i falsi mercanti del pop e fini- sce autocrocifisso, Eddie Vedder e i Pearl Jam danno un nuovo signi- ficato allo struggimento adolescenziale prima e universale poi, gli Alice in Chains incatenano Alice nel Paese delle Meraviglie dei Tossici, i Soundgarden portano i Led Zeppelin nel giardino della psiche- delia acida.

Per non parlare dei meravi- gliosi gruppi "minori" gli Screaming Trees e i loro lamenti, i corrosivi Mudhoney, il martire Andy Wood e i Mother Love Bone e di tutto lo strascico di band extra-Seattle e post-grange: Fino ad arrivare ai figli bastardi Radiohead, Muse e Foo Fighters. Quando Cobain si spara in bocca tutto il suo disgusto, è come se partisse in sovrimpres- sione il "Thaf s All Folks" di warnerbrosiana memoria.

È uno spartiacque cosmico: Generazione MTV, generazione smartphone, generazio- ne social, ere umane che si succedono nel tempo di un respiro dell'Uni- verso. L'Italia rimane ai margini: Grappi come Afterhours, Mar- lene Kuntz e Verdena hanno sensibilità vicine a quelle dei grandi di là dall'Oceano, ma restano sospesi nel vuoto del provincialismo; sono forse gli insospettabili , con la loro facilo- neria generazionale, a intercettare il bisogno di "vero" richiesto a gran voce dai giovani.

Il battito del cuore rock si fa claudicante, la supernova deflagra e cede il posto a un buco nero. Il grange, in fondo, non è che il sogno di un bambino annoiato: Sempre incaz- zati, sempre spontanei, sempre innocenti. La vita sullo Zarengold è scandita da numero- se attività quotidiane, come accade nelle crociere.

Ecco la vita di bordo. Si viaggia di notte, percorrendo in media un migliaio di chilometri, invece cina locale, scelto con il criterio che il menù sia il più possibile a chilometro zero. Utile per comprendere usi e costumi della gente del posto.

Una volta tornati a bordo nel pomeriggio si svolgono diver- se attività culturali. In genere si arriva nelle stazioni la mattina.

Scesi dal treno i gruppetti sono formati da una ventina di persone. E dispongono di bus privato, con tanto di guida. Sarà lei che durante la giornata accompagna il grup- po nelle visita alla cit- tà. Un lungo itinerario di due settimane da Mosca a Pechino. Tre gli Stati attraversati: Rus- sia, Monogolia e Cina. A essere precisi i chilometri del viaggio sono 7. Insomma un excursus storico che ben si integra nel viaggio. Non manca qualche pomeriggio con le- zioni di russo.

Servito su una frittata con panna acida, da arrotolare e mangiare con le mani. Il biglietto Mosca-Pechino sullo Zarengold parte da 4mila euro, in uno scompartimento per quattro persone. Una volta a bordo è tutto incluso, colazioni, pranzi e cene, nonché le visite alle città e le permanenze in hotel.

In Italia, fra gli operatori storici che propongono questa destinazione, Azonzo Travet www. Si inizia dalla capitale russa dove ci si ferma un paio di giorni, ospiti del Grand Hotel Ritz, a due passi dalla Piazza Rossa A. Diventata dimo- ra degli Zar, da Pietro il Grande ai potenti oligarchi comunisti.

Fra le altre tappe, an- che quella alla Chiesa del Cristo Salvatore, voluta da Alessandro Il nel Ricostruita nel seguendo il progetto originale. Dopo Mosca si tocca Kazan. Qui convi- vono le originarie po- polazioni tartare, con russi e islamici. La tappa successiva è Ekaterinburg, rimasta famosa nella storia perché nel luglio i bolscevichi stermi- narono lo Zar Nicola Il con la famiglia Romanov.

Tappa finale di un viaggio davvero unico fra paesaggi mozzafiato e culture dal fascino antichissimo. Movimento svizzero cronografo al quarzo Ronda RL Nel quadrante la data e il logo del brand sono presenti a ore 3.

Il cinturino è in gomma nera e ricorda il battistrada dei pneumatici. La fibbia ha chiusura ad ardiglione con trattamento in PVD-Oro rosa; è arricchita dalla scritta "Tonino Lamborghini" e dallo scudo del Toro in 3D gravati. Breitling propone un nuovo cronografo che sposta tutti i limiti degli strumenti per professionisti.

Estrema potenza grazie al diametro XXL di 50 mm. Struttura massiccia con rinforzi laterali di protezione. Spesso vetro zaffiro antiriflessi su entrambi i lati, comandi dotati di un rilievo antiscivolo.

UP indica che la riserva di carica di 60 ore è carica, DOWN indica il bariletto scarico in base alla posizione della freccia in oro rosa nell'area rossa. Quadrante nero in argento massiccio incassato in una cassa in oro rosa da 18 carati con un diametro di 41 mm. Lancette luminescenti e indici a bastone in oro rosa sottolineano la chiarezza del design. Il suo abbigliamento rivisitato, un nuovo segnatempo che diventa l'orologio da polso più complesso della collezione Patek Philippe, nonché il primo orologio da polso con grande suoneria a entrare a far parte della collezione corrente.

La sua ricchezza non dipende solo dal numero totale di complicazioni, ben venti, ma anche dal tipo di funzioni che propone, e sei innovazioni brevettate.

Il comfort è garantito da un ingegnoso meccanismo di rotazione alloggiato nelle anse del bracciale. Il tempo e la data sono visualizzate su entrambi i quadranti. Per garantire la massima sicurezza, Patek Philippe ha progettato meccanismi addizionali intelligenti che escludono il rischio di qualsiasi manipolazione errata e proteggono il movimento ultra complicato e i suoi minuscoli componenti. Questo cronografo è sorprendente. Simboleggia sportività e robustezza con un'estetica inconfondibile.

Design unico da 44 mm di diametro, completamente in acciaio inox, conta vari dettagli innovativi e design aerodinamico. L'indicatore di riferimento rosso sulla lunetta girevole è tipico di Tutima. Il meccanismo del cronografo Tutima calibro si basa su quello del Swiss Valjoux calibro Disponibile sia con il bracciale in acciaio sia con un pregiatissimo bracciale in pelle di alligatore.

Per esaltare la sua essenza e la sua origine orientale ho arricchito questo piatto con alghe e lattuga di mare: E mi piace ricordare uno dei più famosi seduttori, Casa- nova, che scrive: La ragazza fece il gesto di raccoglierla con le dita, ma io glie lo impedii, reclamando il diritto di sbot- tonarle il corpetto per raccoglierla con le labbra nel fondo in cui era caduta Il cibo è passione Passare allo chinoise fine, aggiungere la ge- latina e raffreddare.

Conservare per la prepa- razione del risotto. Lasciare le alghe in infu- sione nel brodo per 35 minuti, quindi passare allo chinoise fine, raffreddare e conservare per la preparazione del risotto. Sfumare abbondan- temente con il vino bianco e portare a cottura bagnando con il brodo di lattuga di mare.

Re- golare di sale e pepe. Impiattare il risotto, quindi decorare con la gelatina tagliata a brunoise e successivamente con alcuni cubi di quella più grande, deco- rare con il cerfoglio, e servire immediatamente.

L autentico sapore della grigliata Design funzionale in BBC Passion per mantenere intatti i sapori più autentici della grigliata. Il cocktail di Giorgio Facchinetti rincorre questa suggestione: Tra le pas- sioni, l'ippica, che pratica dall'età di 4 anni, e la boxe, scoperta nell'adole- scenza. Un team di giovani che hanno messo nel cassetto diplomi e lauree per coltivare il loro sogno di produrre birre buone e facili da bere.

Con convinzione e una buona dose di testardaggine, oggi ci sono riusciti N on sono poche le sto- rie che sono davvero belle da raccontare. Tuttavia alcune lo sono in modo particolare.

Prendete ad esempio quattro ragazzi che messi insieme probabilmente non fanno un secolo di vita, che sanno coltivare un sogno non solo a parole, ma nei gesti e nella fatica quotidiana, che sanno ridere di fronte alle difficoltà , DI MAURIZIO ma che non le sottovalutano. Insom- ma, che sembrano magari ave- re la testa per aria ma i piedi, quelli, li tengono ben saldi sul terreno. A qualsi- asi ora questa si faccia sentire. Quella di dare buone birre a tutti. Perché tutti abbiamo diritto a bere buone birre.

Avreste mai pensato a una birra in questi termini? Non una birra qualunque, ma una delle ultime novità del Birrificio Angelo Poretti. Un prodotto unico nel suo genere. Perché è una birra rosata, con un perlage fine ed elegante, che viene valorizzata al massimo se bevuta in flute. E per il suo bouquet di profumi, leggero ma non scontato, che è il risultato di ben IO luppoli diversi provenien- ti da tutto il mondo.

E il suo colore? Niente di strano, tutto naturale, un ingrediente davvero particolare: Che con HO luppoli, il malto di frumento e il lievito Saccharomyces bayanus, regala a questa birra colore, profumi e gusto che non lasciano indifferenti. Provatela al prossimo aperitivo! A nche la lava ha portato rispetto e ha dato onore. Che difendono le terre da vino di grande valore. I vini etnei sono sempre più spesso gli amba- sciatori più apprezzati dei vini siciliani e italiani nel mondo e una buona parte del merito va, appunto, a una natura decisa- mente particolare.

Enologo era Federico Cur- taz, valdostano giramondo che io alcune volte se- guivo nelle diver- se degustazioni. Fu a casa Clerico, produttore piemontese, che mi vidi versare nel bicchiere un vino dell'Etna. Un rosso da uva nerello mascalese. Pochi ettari di piante cente- narie da cui ricavava appena il vino di casa, per vendere poi il resto dei grappoli ad altri produttori e trarne un reddito minimo.

Ignazio, ormai anziano, non aveva mai imbotti- gliato il vino e dun- que le sue figlie non avevano nessuna attività cantiniera da portare avanti, ma solo quella, piutto- sto aspra, della campagna. Senza fare calcoli, senza contare la distanza, senza valutare gli impegni fisici ed economici Al nerello mascalese si affiancano il ne- rello cappuccio, il carricante e la minnella. Tutti vitigni autoc- toni, naturalmente, non solo perché nei secoli si sono adat- tati al meglio ai complessi ter- reni vulcanici, ma perché sono i più accreditati a testimoniare la tradizione di un luogo e il lavoro particolare ma duro della gente contadina.

Fin quasi a sfiora- re le Pleiadi, costellazione pulsante che sembra appog- giarsi proprio sulla sommità del vulcano come una regale corona e che un tempo, per la sua brillantezza, era punto di riferimento notturno per ma- rinai e viaggiatori di terra.

Il calore e le energie del vulcano mescolate agli aromi intensi e vivi del Mediterraneo uniti nel bicchiere. Complessivamente sono pro- dotte 60 mila bottiglie annue, suddivise in quattro etichette di rosso, una di rosato e tre di bianco.

Sebbene le prestazio- ni del motore non siano particolarmente elevate il 2. Quello inferiore, invece, visualizza e gestisce tutte le funzioni audio stazioni, brani, sorgente , il climatizzatore, le funzioni base del navigatore e tutti i settaggi della macchina, sotto forma di applicazioni.

Molto utile il tasto Maps che permet- te di configurare istantanea- mente la tipologia di mappa di navigazione, secondo le proprie esigenze e abitudini. A livello di optional la Q50 non si fa man- care nulla. In questo modo ogni nostra minima distrazione sarà tenuta sotto controllo dal- la vettura, evitando spiacevoli conseguenze.

Il telaio Deltabox le confe- risce un passo ultra-corto appena mm che la rende estremamente manovrabile, mentre il motore a 4 cilindri in li- nea, derivato direttamente dalla YZF-Rl, è considera- to tra i più avanzati della sua categoria.

Sviluppa fino a CV a Con una Yamaha MT è difficile passare inosservati sulle strade. Bottoni personalizzati North Sails su chiusura centrale e polsini. La tasca è rifinita con un ricamo e un automatico personalizzato.

Dotata di cappuccio e comoda tasca a marsupio idonea allo sport e come leisure wear. Disponibili in celeste o kaki. Cronografo con tempi intermedi, cassa in acciaio, cinturino in silicone, allarme con funzione snooze, water resistant 5 Atm e retro illuminazione. Pesa solo gr. Tacco arrotondato per un migliore allineamento ed evitare stress alle articolazioni. Partiamo da qui, come è nata questa idea?

Tutto è partito dall'esigenza personale di un papillon che si potesse indossare ovunque e in qualsiasi contesto, senza vincoli di età, sesso, abbiglia- mento e luogo. Ma soprattutto averne uno diverso da tutti e unico nel suo genere! È più un oggetto di design o un accessorio moda? Con l'occasione potrem- mo coniare un nuovo "status", il connubio dei due, MOsign!

Grazie al suo nodo brevettato, MYfi, permette di essere indos- sato dalla camicia alla T-shirt, da una canotta a un abito da sera, da un costume a un completo intimo. Un modo semplice di portare quel tocco di eleganza in tutti i contesti si voglia, grazie anche alla continua varietà di finitu- re, materiali e fantasie. Come ven- gono realizzati i vostri papillon? Tutti i compo- nenti vengono lavorati nei distretti più impor- tanti.

Il nodo in acciaio viene tagliato e curvato a Man- tova, mentre le finiture oro e argento vengono trattate a Vicenza. Il farfallino in pelle viene scelto, tagliato e bordato dagli artigiani della Rivie- ra del Brenta. La ricerca e sviluppo di nuove finiture, forme e materiali viene elaborata nella fantastica cornice di Treviso. Sappiamo che è un prodotto inte- ramente Mode in Italy.

Siete giovani, gagliar- 42 di e intraprendenti, come è fare impresa in Italia? Credo che definirla "un bagno di sangue" significhi sminuire quello che in realtà è Come già si sa, da parte dello Stato non ci sono molte agevola- zioni fiscali.

Anzi, dato che anche il comune di Milano ne fà parte, ci è stata inflitta una multa di euro per aver venduto un papillon durante il fuori salone in Tortona.

È proprio nel momento di crisi e depressione che c'è la rinascita! Qpali caratteristiche deve avere un impren- ditore che inizia la sua attività oggi?

Di sicuro deve essere intraprendente, sognatore, perseverante, masochista con una piccola vena di pazzia che non guasta mai! Non solo Papillon ma anche bretelle e pochette, di ispirazione vintage ma sicuramente proiettati nel futuro, avete altro in mente? Abbia- mo tanti di quei progetti che potremmo passare dall'accessorio all'abbi- gliamento, dall'illumina- zione all'arredamento. Siamo un vulcano in piena ma purtroppo per eruttare abbiamo bisogno di tempo o di qualche investitore che creda in noi e nelle nostre idee!

Lo definite Unisex, una donna dove dovrebbe metterlo? Non pensate alle conigliette! Nelle loro mani il papil- lon diventa un fiocco da poter abbinare a tutti gli altri accessori! La conseguenza naturale di questo è la sua disidratazione. Adesso è il momento di pensare ai giusti prodotti idratanti per proteggere e riequilibrare la vostra pelle. Contrasta effi- cacemente i problemi della pelle maschile quali disidratazione, pori dilatati e oleosità. Hydro Master Gel dona una immediata e to- nificante sensazione di benessere, armonia e confort.

Rosa Tea e Valeriana Modificata donano una piacevole profumazione for- mulata con note aromacologiche ad azione anti-stress. Matrikina e Ceramide 2 contrastano effi- cacemente i segni del tempo e il rilassamento cutaneo. L'olio di Jojoba contiene un mix di antiossidanti naturali che esercitano sulla cute di viso e collo un effetto lifting immediato. Svolge un'impor- tante azione anti-age e pro- tegge dai radicali liberi gra- zie all'estratto di Orchidea Maschio, ricco in polifenoli.

Profumo fresco dalle note agrumate, formula a rapido assorbimento. La pelle è, subito, più tonica, levigata e idratata, i lineamenti distesi. La scelta delle piante alpine non è data solo dalla loro pu- rezza e genuinità, ma anche per la loro caratteristica tempra e forza: Le formulazioni àèr uniscono la tradizione secolare delle Piante Officinali alla Scienza, attraverso la tradizione co- smetica italiana dando origine a formulazioni sinergiche tra elementi naturali e sintetici che rafforzano e valorizzano la funzione terapeutica dei principi attivi Alpini.

La beauty line àèr si compone di 3 prodotti che coprono l'intero ciclo quotidiano di Benessere della Pelle. Ogni cosmetico àèr migliora i propri effetti nell 'utilizzo quotidiano e li completa combinando i diversi trattamenti.

Trattamento Viso Eudermico ideale per pelli normali e miste che necessitano di un'azione delicata. Asporta il trucco e le impurità della pelle. Favorisce il controllo della produzione di sebo, idrata e crea un effetto lenitivo ed emolliente. I ratta mento Viso dall'azione anti-età illuminante, sostenuta da una combinazione sinergica di sostanze fun- zionali: Rigenera e protegge la pelle dagli stress ossidativi. In sintesi, àèr è una linea Biologica di alta gamma che unisce l 'artigianali tà e il sapere erboristico alla scienza.

Apparentemente una vita appagata, la mia. Il fatto è che lo stress da ma- nager costantemente sotto tiro e quello da marito e pa- dre colonna della famiglia mi hanno logorato abba- stanza. Non sono distrutto o amareggiato, intendiamoci. Dovrei confidarlo a mia moglie?

È più che comprensibile che un certo accumulo di responsabilità e presenza superi la soglia della sopportazione, Pietro. Prova a parlarle, non vergognarti di alcuna fragilità. Hai fatto tan- tissimo, chi ti ama come lei e i vostri figli capirà. Io mi sento anor- male e mi isolo sempre più dagli amici, loro mi prendo- no in giro con affetto, forse per spronarmi a vincere la timidezza o non so cosa altro mi blocchi ma io soffro.

Non mi scrivi molto e francamente non posso im- maginare cosa ti blocchi. A parte il fatto che la giustizia italiana è una cosa schifosa segue riassunto della vicenda personale in questi anni ho visto tante storie e vi dico che le guardie, non tutte, abusano dei detenuti, provocano, picchiano tanto e tanto, ti trattano come be- stie e la dignità se ne va via, tutto senza motivo.

Le aree educative non funzionano per niente o quasi e i posti sono fatiscenti. A me hanno rovinato la vita e adesso che esco, che sono arrabbiato, che faccio?

Tu, in base alla tua esperienza, denunci il fallimento del percorso rie- ducativo e i casi di agenti della Penitenziaria che maltrattano i reclusi. Purtroppo è facile crederti, è proprio per questo che riteniamo di fon- damentale importanza che il carcere non resti isolato, che si accenda un profondo interesse sugli istituti penitenziari e sulle loro dinamiche.

Dovrebbe essere aspirazione e diritto della collettività intera. È una questione di civiltà, di giustizia. Devi reagire, soprattutto chiedere aiuto. Anche agli amici, se ritieni di averne qualcuno che potreb- be sostenerti, ma soprattutto a uno psicologo. Magari ci vorrà del tempo Alessandro ma, appunto, non devi perderne tenendoti den- tro tutto.

Per 25 anni ho tenuto ce- lata a mia moglie la mia hisessualità. Credevo non potesse ca- pire, temevo di perderla. Tu non avvertivi di tra- dirla ma la realtà è che il buco nero non sono le scappatelle ma il silenzio sulla tua sessua- lità, sulla tua identità. Mai un sospet- to? Che ne sarebbe del- la vostra famiglia? Forse, in fondo, sai rispondere meglio di me. Dipende dai vostri va- lori, da come interagite con la menzogna, da quale menta- lità circola tra voi in tema di sessualità.

Spero non sia il tuo caso. Ho 20 anni, faccio il barman. Amo il mio lavoro, continuo a fare corsi, a leggere, a testare. Quando sono in vacanza e posso gironzolare per grandi città vado a curio- sare in tutti i cocktail bar, locali serali ecce- tera: Il sogno è quel- lo di affermarmi anche nel flair, per ora me la cavo abbastanza bene ma non sono aireccellenza. Nella piccola e tranquilla provincia certo il salto di qualità è difficile, mi consigli di volare altrove, magari alfe- stero?

Resta il fatto che, concretamente, se la tua zona non offre granché per il tuo futuro e le tue ambizioni non hai che da volgere lo sguardo là dove in- travedi opportunità.

Hai mai pensato a tra- sformare la vacanza in una prova? In bocca al lupo Giovanni! Charlie, sono arrabbiato con il destino. Ringrazio la mia famiglia per tutto ma il paesino in cui sono nato e cresciuto mi sta stretto fino a soffocarmi.

Parlano fa- cilmente di sogni, aperture e opportuni- tà quelli che nascono a Milano, Torino, Roma, in realtà dove possono sentirsi al centro della vita Non specifichi la tua età ma dalla tua lettera intuisco che sei giovanissimo. Guai a te dunque se rinunci a sogni e aperture e non ti metti ad inseguire opportunità. Quello che devi fare è studiare, imparare a fare qualcosa nel modo migliore possibile, non rinchiuderti nel pessimismo e nella rabbia e stare al passo con il mondo con i mezzi che oggi non manca- no.

Coltiva qualche passione e fai progetti So che il mio ex legge Playboy, Non so se scrivo per speranza o per vendetta co- munque spero che le mie parole vengano pubblicate. Ho fatto qualche piccolissimo passo nel mondo della moda, ho iniziato quindi a curare molto di più il mio fisico, a truccarmi, a sperimentare nuove accon- ciature Apriti cielo, lui non ha retto, mi ha lasciata dopo una serie di scenate di gelo- sia e insulti che non ripeto, tanto sono fa- cilmente intuibili.

Possibile che un ragazzo creda ancora che la bellezza e la passerel- la facciano diventare puttane? Si pentirà, delle santarelline che cerca. Ovvero fattene una ragione, senza ribaltare la tua rabbia sulle santarelline. Ovunque, amici e colleghi, sbirciano video porno. Qualche volta, divertito, pure io ne guardo qualcuno senza che mia moglie, peraltro, gridi allo scandalo. È sempre la storia dei pruriti sessuali nascosti sotto ipocrisie e perbenismo?

Agostino Palermo Ipocrisie e perbenismo si sprecano, alle no- stre latitudini. Oggi viaggia tutto senza bisogno del biglietto del cinema o il prezzo di una videocassetta. Il mercato del porno è co- munque fiorente ma, in campo cinematogra- fico e non solo, i produttori del nostro Paese scontano una legislazione e un regime fiscale poco favorevoli. Questo sposta set e interessi altrove ma la curiosità e il seguito, questo è garantito, restano vivi anche qui.

Sono un ragazzo-padre di una splendida bimba di 3 anni. La madre ha preferito una vita sballata in Spagna. La mia è una vita faticosa per quanto i miei genitori mi aiuti- no e molto. Lavoro e seguo Giada. Alberto Torino Non stento a capire e a credere e mi spiace molto.

Questo non servirà solo a tamponare una certa "solitudine" quanto soprattutto a respirare le stesse atmosfere, ad intercettare sensibilità simili, a costruire relazioni che facciano bene tanto a te che a Giada. Complimenti per tutto, Alberto. Non mi addentro in dettagli perché non voglio grane e ritorsioni, subisco già ab- bastanza sberleffi per la mia "serietà". Sul mio posto di lavoro tutti i giovani colleghi e in verità anche i 40enni, fan- no uso di droghe leggere.

Se ne fanno un vanto o la dichiarano una necessità o ne fanno una scelta creativa. Pare che sia io quello anormale, fuori dal coro, rispet- toso della mia salute e legato a un certo comportamento, soprattutto sul lavoro.

Non mi serve qualche sostanza per pro- durre, per essere me stesso, per divertir- mi. È avvilente quello che vedo e sento ogni giorno intorno a me.

Andrea Novara È avvilente, concordo. La risposta te la dai da solo: Tu riesci a vive- re senza qualcosa che ecciti, plachi, alteri, loro no. Non è solo questione di mode, purtroppo nei de- cenni si è radicata insieme ad uso e abuso di sballi vari una sostanziale difficoltà esi- stenziale. Se vuoi anche tu risposte alle tue domande in tema di cibo, moda, tendenze e sesso, scrivi a Playboy Advisor, via Nino Bixio, 7 Milano, oppure manda una mail ad advisor playboy. Le domande più interessanti verranno pubblicate in questa sezione del nostro magazine.

È questa la strada da seguire e quale sarà il futuro del nostro cinema? La settima arte rappresen- ta tanto per me, come uomo e come autore.

Non parlo solo dal pun- to di vista lavorativo, che certamente è un fattore importante, ma mi riferisco alla grande lezione di vita che sto imparando vivendo il cinema in prima persona.

La vittoria del David di Donatello nel è stata tra le emozioni più forti della mia vita, non vi è dubbio, ma è il percorso che mi ha portato fino al palco del Teatro Adriano a rendere più bello e significativo questo premio. Un freddo e ri- gido dicembre che penetrava sottopelle quasi a voler far sentire la sua presenza a tutti i costi.

Con Angelo e gli altri ini- ziavamo a sentire un sentimento misto tra desideri e timore. Ci facemmo forza, andammo avanti, dovevamo fare un film a cui tenevamo molto. Man mano che ar- rivavano gli altri della troupe iniziammo a percepire una strana alchimia, un'ener- gia silenziosa ma presente che ci ha av- volti nei duri giorni di set.

Una settimana di lavoro, diverse ore di girato e lasciam- mo Taranto. Sento ancora addosso quel freddo, l'odore forte che si sente quando sei a due passi dallTlva. Una bellezza in un luogo di dolore che ti segna dentro e che rimane impresso nella memoria a lungo.

Con il mio amico Sergio Ragone, giornalista e blogger che segue e racconta ogni nostro lavoro, ne parlammo spesso anche dopo il set. Ci impiegammo il tempo necessario a dare corpo a quelle riprese: Ma fu soprattutto la voglia di rispettare la popolazione tarantina a guidarci in quel- le settimane.

È un articolato pro- cesso produttivo, fatto di pezzi del mosai- co da incastrare con sapienza e la dovuta sensibilità.

Il Cinema che io preferisco è quello che mette al centro la persona, il rispetto del lavoro, le professionalità. È a partire da questi elementi che, nei mesi successivi alla chiusura di Thriller, iniziammo a distribuire il cortometrag- gio nei festival nazionali ed internaziona- li. Con stupore accogliemmo ogni volta la notizia di un premio, di una menzione speciale, di un riconoscimento popolare o da parte degli addetti ai lavori.

Come è possibile immaginare, per chi fa questo lavoro ogni premio è speciale ed emozionante, ma il David è decisamente qualcosa di più. Perché quella sera sei seduto con i più grandi artisti italiani, con i nomi che stanno facendo la storia vera della settima arte made in Italy.

Perché se pensi al David di Donatello, ripensi subito ai grandi nomi della storia del cinema nazionale ed in- ternazionale che lo hanno vinto. Perché quando io penso al David ho un brivido lungo la schiena per ogni regista che lo ha stretto tra le mani.

Quella sera poi, fu davvero speciale. Mai avrei pensato di poter vivere quel momento a pochi passi da due miti viventi: Ennio Morricone e Quentin Tarantino. La cosa incredibile fu che dopo di me, sul palco, salirono pro- prio loro due. Un breve scambio di battute dietro le quinte e una stretta di mano affettuosa da parte di entrambi hanno reso quel momento, già unico per me, ancora più magico.

La sfida è ovvia- mente quella di non fermarsi qui, di pro- vare a ripetersi, a migliorarsi. In tutto il mondo siamo riconosciuti come il Paese delle idee , un motivo ci sarà? Non sono solo i premi a darmi questa conferma, ma è soprattutto la qualità dei prodotti che questa mia generazione sta realizzando la prova più evidente.

Un particolare fermento io lo avverto anche nella mia terra, la Basilicata. Piccole e grandi produzioni la stanno scegliendo come set naturale. Anche Hollywood è tornata sul Basento a girare. Fa bene al cinema e fa bene ai gestori delle sale: In tutto il mondo siamo rico- nosciuti come il Paese delle idee, un mo- tivo ci sarà? E allora cosa sarà il cinema del futuro? Francamente non lo so, non ho la palla di vetro per predire questo scenario.

Quel- lo che posso dire è che nel futuro ci sarà ancora molto cinema, magari veicolato con modalità innovative, ma il cinema sempre ci sarà. Perché fa parte della no- stra vita. Perché le storie non basta solo viverle o immaginarle, ma bisogna anche saperle raccontare. Non vi proporremo il solito mega elenco di duetti e partecipa- zioni che da solo riempie un paio di pagine di Wikipedia.

Andiamo invece più sul difficile, sul personale, sui sentimenti e, ovvia- mente, sulla musica. Perché, il re del blues italiano, il nostro artista forse più amato e rispettato nel mondo è tornato. Sei carino a dir- mi questo e ti ringrazio. Ma non vorrei neanche generalizzare. Io forse non sono rock e non sono blues. Rinnovare un blues e fare un blues nuovo non ha senso. Nel momento che cambi questi temi non è più blues.

Il blues è Robert Johnson, è Muddy Waters. Anche i Rolling Stones sono più blues e, infatti, si parla di British blues.

Io sono molto rigido per questo. Ma non si muove più, non ha più voglia. Ho come V im- pressione che da molti anni le grandi star della musica mondiale non ti facciano una cortesia a suonare e duettare con te, ma che sia il contrario, vedi Bono in questo disco Ma hai visto quante parole ci sono in Street ofSurrender?

Per questa canzone ho dovuto farne una decina. Anche il produttore mi diceva che per un inglese è impossibile. A un certo punto mi ha mandato una versione, che conservo gelosamente, fatta in duetto, in cui canta delle par- ti e mi dice come le intendeva. Ma faceva fatica anche lui Io devo avere sempre un nuovo stimolo. Vedo tanti colleghi, anche non italiani, nomi storici e artisti enormi, che hanno perso il fuoco, e mi dispiace per loro, perché fanno dei dischi in cui si sente che hanno perso la curiosità, la voglia di inventarsi qualcosa di di- verso e di essere imprevedibili.

Non parlo degli intenditori, parlo della massa. A riarrangiarla poi ci hanno provato in molti con scarsi risultati. Stessa cosa per Layla o Sunshine ofyour love.

Se per- di il fuoco questo mestiere qua non è più interessante. Ci sono, purtrop- po, eccezioni a questa regola? Uno che stimo moltissimo è Peter Gabriel.

Pur rimanendo se stesso è uno che osa. Non a caso per il disco ho scelto musicisti diversi e molto particolari, perché in ogni brano volevo un certo suono. Nulla è stato lasciato al caso. Cerchi sempre il controllo quando lavori a un nuovo disco? Ho molta fi- ducia in persone con cui lavoro da anni, o altre come T-Bone Burnett, con cui volevo farlo da tempo, ma i nostri impegni non coincidevano. I musicisti sono sconosciuti da noi, ma sono i migliori in circolazione. E parlo anche di dischi di successo.

Ma in generale sono tutti lavori ben riusciti. Picchiato con una mazza fa un suono metallico che ho tenuto in molti brani. A proposito di ricerca dei suoni So che tutti, ma proprio tutti, ti hanno chiesto il significato del titolo.

Chi sono io per non farlo? È anche una cosa tipica dei cori gospel, che io uso spesso nei di- schi. E mi piaceva come suono. Il disco è nero ed è libero come un gatto, che fa quello che vuole. E mi è andato subito bene. Nei brani veloci tendo a sensualiz- zare e sessualizzare la musica. Da cui sono sempre stato influenzato, in primo luogo dalla musica nera.

Guarda Muddy Waters, ma anche gli stessi Rolling Stones. Si tratta di essere più calibrati o meno. I bluesman sono poco calibrati: Insamma, possiamo dire che in questo album c'è lo Zucchero Doc? È più vicino a Oro, incenso e birra che non a Chocabeck, che era più intimo e personale, disco che ho amato e amo, insomma. E per un italiano non è facile nemmeno fame una.

Il tour è andato praticamente sold-out in prenotazione un anno fa. Tu hai avuto sempre palchi colorati e pieni di sorprese. La band sarà molto variopinta ed è ancora in via di definizione. E poi, per esempio, anche una giovane e sconosciuta violinista che ho scovato in un piccolo locale e ho subito invitato a venire in tour con me.

Di colleghi con cui c'è da anni un grande feeling d'altronde ne ho parecchi. Ogni volta che faccio qualcosa di particolare li chiamo e fanno di tutto per esserci. Certi colleghi stranieri, ma anche alcuni italiani, conti- nuano a tenere i piedi per terra e non si atteggiano a grandi star. E devo ancora citare Peter Gabriel. E poi vive a lungo nella casa di Arzachena in Sar- degna, dove per tutti è ormai uno del posto. Amicizie che hai coltivato in oltre trent'anni di carriera. Cosa ricordi dei tuoi esordi?

Ricordo che era un periodo di ribellione dentro di me perché fino a quel momento mi ero sentito dire da direttori generali che non avevo la faccia, non ero bellino.

Mi facevano fare la passerella nei corridoi con tutte le segretarie, e chiedevano: Ma i miei provini non vi piacciono? Semplicemente di fare quello che avevo in testa. E invece di darmi la possibilità mi diedero la libe- ratoria, come ai calciatori. Fammi parlare con il direttore generale. E allora cosa hai fatto? Ci chiudemmo tutti insieme nello studio di Na- rada a Sausalito e in sei giorni facemmo tutte le basi di Zuc- chero e Randy Jackson Band.

Tornato a Milano in PolyGram, all'ascolto nessuno pensava che fossi io a cantare. La mia terza volta a Sanremo, dove mi presentai con tutta la band. Pensa che per quel cappellino rischiai di essere eliminato! La Navigare mi dette cinque milioni per portarlo.

Per me erano tanti soldi. Arrivai in finale, ma il pomeriggio di quel giorno la Rai ci disse di fare la prova gene- rale con i vestiti che avremmo messo la sera. Finita la prova mi chiama il patron Ravera e mi dice: Non vorrai mica metterti il cappellino con 10 sponsor stasera? Perché io ti sbatto fuori, non scherziamo! E io che faccio, ci rimetto cinque milioni? Io che avevo una fame, una bambina piccola, il mutuo ed ero senza una lira!

Situazione di contrabbanda , come ti diceva Jannacci. Vabbè, arrivai penultimo e Ravera non la prese bene e mi fece un culo come un paiolo. Ma per fortuna il giorno dopo tutte le radio trasmette- vano Donne, che fu la nu- mero uno di quel Festival.

Dopo con Blue's sono andato ancora più avanti, avevo preso più fiducia, e ancora di più con Oro, incenso e birra. Hai mai avuto vere grane , denunce o cose del genere? Lo conservo ancora, forse voleva che mi documentassi meglio. Ci andai e mi dissero: E con lui altri tre o quattro che mi chiesero di non farla. Non il pubblico - arrivavano mutandine e reggiseni - ma gli organizzatori. Difficile spiega- re oggi la portata di un gesto del genere.

Io ho sempre fatto quello che mi sentivo, a rischio di pagare di persona. Anche questo, in fondo, è essere blues. Sono queste le armi vin- I centi delle cosplayer, le ragazze che negli ultimi anni stanno conquistando sempre di più anche in Italia. Tanto che alcune di loro si sono trasformate in autentiche star. Un fenomeno, quello del travesti- mento per emulare le eroine dei cartoni animati, che, partito dal Giappone, dove la passione per manga e anime cartoni animati appunto è davvero spasmodica, sta invaden- do l'Occidente con le sue più acclamate interpreti che si sono costruite un gran seguito fra fiere ed eventi organizzati ad hoc, capaci di solleticare non poco l'immaginario maschile.

Sempre e comunque attraverso il gioco. Tutto il resto non è cosplay. O almeno non secondo i puristi di quest'arte del travestimento. Giada Robin, qui nei panni di Emma, gira il mondo come ospite di festival ed è una vera esperta di manga, anime e videogame, seguitissima sui social network.

Per cui, se da air conditioning otteniamo il giapponese eacon e da smart phone abbiamo sumaphon , da costume play eccoci a parlarvi di cosplay.

Ma andiamo con ordine: Alternative accettabili sono divise e uniformi come la maid cameriera in costume ottocentesco o la idol cantan- te e showgirl giapponese. Il play , come dicevamo, sottin- tende che quando si indossa il costume del personaggio con cui ci si identifica ci si muova, ci si comporti e si parli come lui, ma anche che il tutto sia un gioco, divertente e coinvol- gente anche per chi ci guarda. Esistono addirittu- ra le versioni biancheria intima dei più gettonati costumi, come se i costumi veri e propri non fossero già sexy abbastanza!

Sbarca poi negli Stati Uniti, dove i ritrovi di nerd appassionati di Guerre stellari già negli anni '80 attiravano centinaia di fan, e arriva infine a coinvolgere tutto il mondo in una moda che ormai non è più di nicchia, ma attira ai numerosi festival spe- cializzati centinaia di migliaia di appassionati.

Per molti interpretare personaggi di manga e anime , fumetti, video- games, film o serie tv è diventato oggi una vera e propria professione, per moltissimi un hob- by, comune a ragazzini di quindici anni come a quarantenni senza alcu- na voglia di invecchiare, che arriva a coinvolgere anche intere famiglie, in divertenti giochi di ruolo in 3D.

Ovviamen- te le assolute protago- niste rimangono loro, le più affascinanti eroine della fantasia e, che siano bionde o more, maggiorate o magre, con succinti costumi o parrucche I giapponesi Reika, donna che veste esclusivamente panni maschili, e il suo collega Goldy, esperto costruttore di armature alla Gundam, vivono del ricavo dei photobook che vendono alle fiere dove sono invitati. Tanto per rimanere in casa nostra, abbiamo come esempio Giada Pancaccini, in arte Giada Robin, che ha un agente che la manda in giro per il mondo come ospite alle fiere di vide- ogame e tecnologia, con tanto di sponsor, oppure Giorgia Vecchini, in arte Giorgia Co- splay, che dai servizi fotografici in cosplay, dopo la vittoria dei Mondiali a Nagoya, è passata a lavorare in tivù.

Una, invece, che non ha come professione principale quella di cosplayer, ma che ha pure un bel seguito, è Eriko, una cantante giapponese che gira il mondo cantando le sigle dei cartoni animati che impartisce sexy lezioni di giapponese su Youtube. Sono solo alcune delle più interessanti interpreti del cosplay e dell'arte del gioco e della seduzione che rappre- sentano. Perché anche questo è un modo per essere donne: Un'arte che da sempre noi uomini apprez- ziamo molto.

Pamela è una pioniera del cosplay italiano. Il suo primo costume risale al Ma dove possiamo vedere le icone più sexy del cosplay? I festival del fumetto rimango- no il luogo di ritrovo preferito di cosplayer, fotografi e appassionati, e ne esistono ormai di tutti i livelli e le dimen- sioni, ma sono i festival più grandi ad attirare i cosplayer di alto livello.

Per chi volesse rifarsi gli occhi con affascinanti fanciulle ma anche con costumi artistici, armi e armature, i tre festival imperdibili in Italia sono il Napoli Comicon a fine aprile lOOmila visitato- ri , il Lucca Comics and Games a fine ottobre mila visitatori e l'Etna Comics, dal 2 al 5 giugno 50mila visitato- ri. Eriko Kawasaki, travestita da Sailor Moon. È nota soprattutto come cantante, alVintemo del progetto K-hle Jungle, e ha da poco aperto il canale YouTube Erikottero, dove impartisce sexy lezioni di giapponese.

Tra i primi incarichi, è stato a Washington, al Cairo, a Tokyo e Osaka, dove ha trascorso gli ultimi anni come nostro console. Si capisce da come si accende quando ne parla. Si capisce anche dalle prime pagine del suo romanzo Doromizu - Acqua torbida, uscito per Mondadori.

Con queste premesse non potevi far altro che il diplo- matico. Ti sei mai sentito un predestinato? Da ragazzo ho cercato di fare sempre tutto il contrario di quello che mi avrebbe portato in quella direzione. Mi appassionavo a tutto quello che era teatro e performance, sognavo di lavorare negli studi di registrazione e nessuno dei miei amici mi considerava figlio e nipote di diplomatici.

Anche in Italia tutto sommato sono sem- pre andato a cercarmi situazioni scomode, difficili da sostenere. E poi che è suc- cesso? Era il cerchio di fuoco. Ormai dal successo al concorso dipendeva- no il mio futuro e il mio onore di fronte alla famiglia. Adesso fa un po' ridere, ma allora in qualche modo la Farnesina fu la mia legione straniera.

Per anni mi sono dato un tempo, una sca- denza per andarmene, come se stessi scontando una pena, che tuttavia aveva certamente i suoi aspetti piacevoli. E poi mi ha permesso di andarmene lontano davvero, il più lontano possibile. La tua più lunga permanenza è stata in Giap- pone. Che cosa ti è rimasto dentro? E lo è tuttora. Rimasi esposto alle immagini, ai volti, alle capigliature, alle armi, ai movimenti, quasi come rimane esposta una pellicola.

Come se quelle forme e quei contrasti mi fossero rimasti impressi dietro agli occhi per sempre. Ma non visitasti mai il Giappone? Per molto tempo, no. Sono cresciuto spostan- domi ogni tre o quattro anni, cambiando scuole, case, amici, fidanzate. Non dipendeva da me, non decidevo io. Anche quando ho iniziato a lavorare, le mie nuove sedi, Washington, il Cairo, erano posti che comparivano su una lista, dovevo indicarli in un elenco. Amici- zie, amori, avventure, errori. Ma il Giappone restava il mio sogno lontano.

Ci andai relativamen- te tardi, nonostante da anni conoscessi il suo cinema, leggessi la sua letteratura, praticassi le sue arti marziali, studiassi la sua lingua.

Stavolta avevo scelto io, e fu come se ci fossimo sempre conosciuti. Oggi a volte bastano un profumo, un sapore, un suono, per far balena- re un ricordo che mi fa mancare il respiro. Ci sarà pure qualcosa che non ti è mai andato giù del Giappone, per esempio nei rapporti sociali. È possibile riuscire a integrarsi in quel mondo, come cerca di fare Alex, il protagonista del tuo romanzo? Non è facile, ci vuole tempo, e bisogna tenere sempre gli occhi aperti, perché in Giap- pone non si impara ascoltando, ma guardando.

E questo vale in qualsiasi situazione. Ed è un cocktail di bassifondi , atmosfere torbide , munga , erotismo , tradizioni antiche incontrate improvvi- samente svoltando l 9 angolo in una grande città dove imper- versano sincretismi moderni. Il tutto servito in una inesora- bile trama noir. Come è nata Videa? Lo scenario impe- netrabile della Tokyo profonda mi ha sempre appassionato. Per me è stata un modo di far risaltare la luce e la purezza sullo sfondo della trama più buia.

Cosa hai trovato in- sopportabile nel modo in cui è cambiato il nostro Paese? Sono pochissimi quelli ancora disposti a prendersi le proprie respon- sabilità.

Credo che occorrerà sapersi difendere, ma sempre con il sorriso, e godendosi le cose buone della vita finché si è in tempo. Come giudichi la moda del sushi che nel frattempo imper- versava da noi? Si direbbe che nessuno conosca nienV altro della cucina giapponese La cucina giap- ponese è talmente variegata e complessa che sarebbe davvero difficile riprodurla in Europa. Per forza di cose, per mancanza degli ingredienti originali, quello che arriva fino a noi, anche quando è preparato con cura, ne è solo una rappresentazione.

Il mio racconto attraversa spesso ristoranti, bar, locali nei quartie- ri dei divertimenti. Tante volte in Giappone ho trovato il cibo affascinante, direi anche ec- citante, almeno quanto le donne con cui ero seduto a mangiare e bere. Per questo la cinepre- sa ideale con cui riprendo le scene di Doromizu mescola la freschezza e i colori luccicanti del cibo, delle pinne, delle foglie, delle alghe, con quelli della pel- le, degli occhi, delle labbra, dei denti. Parliamo delle donne giapponesi , oltre lo stereotipo.

Si capisce benissi- mo che le giovani amiche che accompagnano Alex in tutta la sua vorticosa vicenda vivono a loro volta una contraddizio- ne: Eppure restano profondamente tradizionali. E questo che ren- de per noi cosi affascinante il Giappone? I personaggi femminili di Doromizu, pur nelle loro differenze, non hanno nulla di simbolico. Sono reali, originali, e quindi modificano i loro comportamenti, il loro carattere, a seconda di dove si trovano. E non vi è nulla di falso in tutto questo, perché è un mondo dove i movimenti, i gesti, i silenzi, hanno la stessa capacità espres- siva delle parole.

Vi hanno detto che la libertà di stampa è minacciata dalla mafia, da Berlusconi , dalle mille leggi bavaglio. La libertà di stampa è minacciata dalla miseria in cui vivono e lavorano migliaia di giornalisti sfruttati: Un articolo di cronaca, secondo una ricerca compiuta dall'Ordine dei giornalisti pubblicata nel , viene pagato anche 5 euro lordi a giorni dalla pubblicazione. Sono i numeri della vergogna, la cifra, vera, della censura. La Repubblica a fronte di Il Messaggero , che riceve 1.

Il Sole 24 Ore: Il Nuovo Corriere di Firenze chiuso nel maggio riceve 2. Provate a immaginare quanti articoli servono per arrivare ad uno stipendio decente. Provate ad immaginare quale sarà la pensione di chi scrive con un simile onorario? Che vanno a confluire nella "gestione separata" mai nome fu più azzeccato dell'ente pensionistico dei giornalisti, l'Inpgi. Una "serie B" della cassa principale che, invece, prevede pensioni, disoccupazione, case in affitto, mutui ipotecari, prestiti e assicurazione infortuni.

Ma questa vale solo per quelli "bravi", quelli a cui viene applicato il contratto collettivo nazionale di lavoro giornalistico che, solo nel , dopo 6 anni, è stato rinnovato. Che ovviamente sono una piccola minoranza. Ma, attenzione, questo solo per quanto concerne la parte economica. Perché il contratto collettivo non disciplina solo il trattamento economico ma regola a tutti gli effetti i rapporti fra datore di lavoro editore e lavoratore giornalista.

Fissa, insomma, diritti e doveri. Ma, ancora una volta, questo vale solo per chi il contratto ce l'ha e, quindi, tutti gli altri vivono nel far west, perché la loro posizione non è disciplinata da nulla. E si tratta della stragrande maggioranza dei giornalisti della carta stampata - da Repubblica fino al più piccolo foglio di provincia: Senza di loro le pagine bianche sarebbero molte di più di quelle scritte.

La carta stampata riceve centinaia di milioni di euro di contributi dallo Stato ogni anno, ma lo Stato non chiede agli editori in cambio di garantire compensi minimi e tutele contrattuali ai collaboratori. Poi arriva la Fornero, ministro al Lavoro nero e di fronte alla più elementare delle proposte di legge sull'equo compenso ai giornalisti precari dice: Della serie siete precari, non siete figli di papà giornalista , e allora morite. E qualcuno c'è anche morto, stufo di subire.

Come Pierpaolo Faggiano, collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno, che nel giugno si è tolto la vita: Chiara Baldi, da giornalista precaria ha scritto una tesi sul precariato: Una buona informazione è possibile solo quando chi la fornisce non deve sottostare al ricatto di uno stipendio misero.

Più è basso il guadagno del giornalista e più sarà alta la sua "voglia" di produrre senza professionalità, non tanto per un desiderio malato di non essere professionale, quanto per una necessità: Assumere il figlio del giornalista è come candidare il Trota , sangue vecchio sostituisce altro sangue vecchio.

Provate voi ad essere liberi a 5 euro a pezzo lordi. Quali sono, o figlio di famiglia, i quattro cattivi elementi da eliminare? La distruzione della vita, o figlio di famiglia, è cattivo elemento, il prendere il non dato è cattivo elemento, il non retto comportamento per brame è cattivo elemento, il dire menzogna è cattivo elemento.

Questi sono i quattro cattivi elementi da eliminare. Chi trasmise quegli insegnamenti non è più rappresentato da secoli nelle debite sedi. E quegli italiani che per anni e anni hanno ciecamente creduto in loro, oggi che cosa pensano? Chi sono realmente costoro? Dai fatti appaiono governanti non ligi al dovere ed ancor meno del rispetto della giustizia di cui si son sempre fatti paladini!

Il lavoro nobile che fu svolto dagli uomini di buona volontà non è stato forse calpestato sino a portare il nostro Paese alla svendita totale dei tesori che appartengono allo nostro Stato? Le attività umane improntate al merito ed all'onestà nel lavoro furono distrutte dal potere espletato nella corruzione ordita dalle istituzioni di potere che ancor oggi, accorpano moltitudini di esseri al soldo in cambio di lavori sicuri e remunerati oltre ogni limite umano.

Buona cosa è il rispetto della Costituzione Italiana che è alla base di una società civile e democratica ed è quanto si evince nelle azioni illuminate del Movimento 5 Stelle.

Infatti operando con la rettitudine si governa un Paese mentre più vi sono leggi e divieti più il popolo precipita in miseria e con tanto più il governo di un Paese è corrotto con tanto più il Popolo si fa scaltro e più ci sono grassatori e ladri. Quella circostanza, al contrario, mette in risalto l'opportunità che i giornalisti vengano associati in un organismo che, nei confronti del contrapposto potere economico del datori di lavoro, possa contribuire a garantire il rispetto della loro personalità e, quindi, della loro libertà: Ragazzi, ma qui si mettono tutti a smacchiare i grilli?

Vi segnalo questo piccolo capolavoro:. E'possibile che ad aprile potremmo avere nostri parlamentari capaci di condizionare pesantemente i partiti tradizionali ed avviare un nuovo rinascimento italiano in Parlamento consistente in: Cordialità Bruno Tozzi Salerno. La dittatura mediatica, inseriscono squemi di ragionamenti fissi e rigidi e poi la gente crede che loro ragionano Ragazzi, abbiamo tutto e tutti contro, ma abbiamo il pensiero collettivo a favore, il modo in cui si propone il Movimento è quello più vicino al pensiero della gente.

Io credo che adesso manchi solo questo al Mov. Ci manco poco alla vittoria! Io sono un elettore e voglio sapere che ruolo ha Casaleggio in questo movimento e vorrei se è possibile delle risposte direttamente da lui o da Beppe. Voglio sapere se Casaleggio a che fare con i massoni ordine mondiale e tutto il resto a che fare con una sorta di massoneria e questo non e una cosa bella per un partito avete parlato di chiarezza io vorrei una risposta dai diretti interessati perche se no mi sembrate solo una segreteria di di telecom ho il diritto di sapere cosa voto perchè ho votato Beppe tutto questo tempo io ci credo veramente a questo movimento!!!!

PARTE 2 e chi suona i strumenti a fiato come fa? PARTE 1 salve signor grillo! Grillo mi piaceva come comico. Lo trovo poco credevole come "politico". A volte oltre alla protesta occorre anche dare qualche cosa di posito. Cosa che non trovo nel movimento. Guardando alle cifre di quell' immondo meretricio che sono i contributi ai quotidiani, si comprende quali siano le testate che più "interessano" ai poteri forti che ci governano e ci svenano Stesso discorso per i "partiti di riferimento", la cui graduatoria è: Questi, in aggiunta a tutte le TV nazionali, sono i nemici di cui deve diffidare un movimento che si propone di scalzare la kasta indecente che ci opprime fin dalla nascita della repubblica Nel frequenta il corso professionale di tecnico di produzione audiovisive.

E' stato Consigliere comunale e Capogruppo della Lista civica Beppegrillo. L'italia come sarebbe oggi se in passato avesse avuto almeno come ministri persone con comprovata esperienza professionale e preparazione, che parlassero almeno una lingua comunitaria etc etc? Quale esempio che sarebbe stato per i giovani. Ritenere infine che over cinquantenni curriculati al cospetto di cotanta gioventù debbano esser considerati obsoleti, perchè tenuti a progettare una società che non vedranno, mi sembra peccato mortale del movimento Le teste che contano in italia tra parlamento e regioni sono circa duemila Caro Beppe, sono una tua simpatizzante ed ho deciso, come molti italiani credo e spero, che l'alternativa a non andare a votare per totale sfiducia nella classe politica è andare a votare M5S.

Credo che tutti i politici si stiano scervellando per trovare una soluzione alla minaccia Beppe Grillo, quindi non c'è da meravigliarsi se alla vigilia della campagna elettorale si verifichi quello che sono certa sia l'inizio delle trovate per combatterti o eliminarti e Favia risulta per me anzi molto soft, aspettati di peggio!

Occorre durezza in primo luogo con noi stessi. Quella in corso è una guerra, lo volete capire o no? I nostri avversari giocheranno tutte le carte per dividerci. Andassero a fare in culo dissidenti e menti pensanti varie.

Chi ci sta è benvenuto. Altrimenti vada a cercare altrove. Mi permetto di suggerire a Beppe che la strategia comunicativa va rivista. Occorrono più interviste, più conferenze stampa, più visibilità La gente è troppo incazzata per non condividere gran parte del Programma del M5S: Si comprino pagine di quei quotidiani di m Si selezionino alcuni portavoce autorevoli in grado di sostenere interviste e conferenze.

Tu "ti permetti di suggerire" a Beppe una diversa strategia comunicativa. E lui si permetterà di ignorare il tuo suggerimento, di rispondere ai dubbi sulla possibilità di creare un movimento di democrazia dal basso I dubbi, quando non ricevono risposte diventano certezze.

Non sciogliere i dubbi del movimento, non consentire un vero dibattito con grillo e casaleggio, rifiutarsi di parlare con un giornalista del fatto quotidiano, per me sono cose che non hanno niente a che vedere con: Una presa per il culo. IO, essendo coerente e onesto, continuo nel mio sogno. Ma il sogno inizia a staccarsi da voi. Per me il fatto quotidiano è un giornale serio.

E si fa pagare dai lettori. Ma beppe si è rifiutato di parlare con un giornalista del fatto, dicendo "io ho i miei media". Tutti sappiamo scrivere, dai 10 anni in su. Il giornalista non è un professionista particolarmente qualificato, a scrivere siamo buoni tutti.

Nonostante le grandi arie che molti giornalisti si danno. E vi assicuro che Ezio Mauro è strapagato. Non parliamo poi dei giornalisti televisivi. Fazio guadagna più di Buffon. Ma Buffon è il migliore portiere del mondo, nel suo campo è un genio. E' pieno di squadre, anche estere, che lo vorrebbero tra i pali. Fazio chi se lo piaglia? Quante offerte di lavoro milionarie ha? Se sei un bravo giornalista, vai a far le cronache mondane, o la cronaca nera, o anche i cruciverbi, quello che vuoi, basta che non parli di Economia e Politica.

Se t'azzardi a contraddire le linee editoriali, per quel giorno non mangi. Al proposito, perchà esistono le linee editoriali? Non sarebbe meglio che ognuno ragionasse con la propria testa?

Non sarebbe auspicabile un giornale che ospitasse una certa varietà di punti di vista? Operai e impiegati prendono stipendi da fame. Politici e manager pubblici prendono stipendi belli grassi.

Le tasse per liberi professionisti e artigiani sono altissime. I servizi dello stato giustizia, polizia, sanità, scuola spesso fanno letteralmente cacare. Cari Italiani, se il Mov. I fatti informano i fatti, le notizie sono spot, si concordano le domande, tutto si compra e tutti sono in vendita, gli oggetti sono brand e le persone esistono solo se parte della casta o, almeno, di una scuderia.

Cosi tanti soldi a Repubblica e Il Sole 24 ore, giornali a servizio della criminalità neoliberista,bancaria che appoggiano coloro che non vogliono piu un Italia con la propria moneta e la propria indipendenza economica.

Che schifo, l'Italia è proprio il paese della vergogna. Bisognerebbe innanzitutto abolire l'ordine dei giornalisti e poi liberalizzare l'informazione e togliere i finanziamenti ai giornali. L'unica speranza per noi è il movimento 5 stelle. Questa storia conferma solo una cosa: Favia sapeva e queste sono solo le prime contromisure che il liquame politico mettera' in campo contro il M5S,e allora bisogna solo continuare a battere il ferro sui temi cari alla popolazione, perche' sappiate che 30anni e oltre di questi arraffoni non hanno intenzione di mollare l'osso tanto facilmente,arriveranno a manipolare lo spread come accade ora prima delle elezioni,cosi' da dichiarare: Ma il M5S puo' e deve dimostrare che questa classe politica amministrativa deve cadere,come bisogna ridiscutere l'Euro,perche' non si puo' continuare a fare manovre per coprire solo il debito,siamo arrivati all'osso,i giovani continuano a perdere e a non trovare lavoro e allora dove e' la competitivita' la crescita tanto decantata da Monti e sostenuta da PDL-UDC e PD-L??????

Gli esempi di Alcoa e tantissime altre realta' produttive sono li a confermare che questa Si riempono la bocca di paroloni: Ma di caccio io Come di guadagni da vivere? Un pasto caldo te lo mangi? Hai anche altre necessità? La tua "cariera " di "politico" è finita! Le esternazioni cosiddette fuori onda a chi giovano? Se io ho qualcosa da recriminare a Beppe o gliela dico in faccia , o gliela scrivo, oppure vado via e mi unisco ad un altro movimento.

Il resto giova solo a quelli che stanno ben ancorati alle poltrone. Adesso capisco perchè Beppe non vuole essere intervistato più dai giornali. Da qualche anno, alcuni uomini liberi ed indipendenti, stiamo lavorando ad un network dtt, sat e web - www. Perchè non pensare che anche i media possono essere liberi ed indipendenti?

Certo non tutti, la cosa è impossibile ma pensarne di averne almeno uno? Ci sono molti uomini liberi ed indipendenti è una esperienza che possiamo fare, con tvpopolare abbiamo dimostrato come è possibile, senza chiedere soldi a finanziatori privati o pubblici, con il consenso dei cittadini, quale migliore formula per iniziare? Perchè dobbiamo limitarci ad usare solo la rete?

Da quanto succede, credo che Voi tutti comprendiate come tutti i media, tv, radio, web, giornali, rete, social network sono sempre più interattivi, uno dentro l'altro, ecco quello che stiamo tentando di costruire, perchè non vogliamo nasconderci e anche perchè è la sfida del domani.

Non so se tu Beppe, leggerai questo post, io i tuoi li leggo La libertà di stampa , in Italia, è soltanto teorica, a mio avviso. Fino a che la maggior parte dei giornalisti potrà essere ricattata con la minaccia di non ricevere più lavoro, non vedo via d'uscita. Ritengo che per la salute e una lunga vita del M5S si debba avere la possibilità di criticare anche Beppe Grillo o la sua posizione è già diventata indiscutibile o, peggio, infallibile? I commenti sul blog mi fanno temere che questa eventualità sia vicina.

Non c'è bisogno di un altro "guru" o di incantatori di serpenti. Il M5S gli deve tutto e i risultati sono straordinari ma è a questo punto che deve dimostrare il suo valore, attivando processi democratici e trasparenti. Perchè non ha incontarto Favia e non ci ha fatto una bella chiacchierata, con noi collegati in stream? Lorenzo Mieli fondatore della Wilder e artefice di Boris, la serie più innovativa e dissacratoria della tv italiana. Questo affinché non vengano fatti passare per membri parassitari della casta, trattandosi, invece, di talentuosi professionisti.

Problemi a Parma per le riunioni della giunta comunale Quando non arrivano in ritardo i piccioni viaggiatori con le comunicazioni agli assessori Tutto dipende da noi che dobbiamo diffondere l'europeismo altrimenti, minaccia Giannini, "le prossime riforme le farà Grillo".

Fruttaro' ma tu pure quando che penzi penzi in ciociaro apposta non capisci l'informatica in anglosassone tacci tua. Che palle sti commenti. Non è molto diverso sulla pagina de "il giornale" "feccia" "complotto" e via dicendo.

Ha parlato di sicurezza sul lavoro, delle nuove povertà, di malattie tumori professionali. Gli ha gridato che sono persone inutili, ma ben pagate, che parlano a vanvera. Ha detto quello che pensano gli italiani. Un altro ragazzo è intervenuto.

Un ventenne con occhiali e cravatta che ha ottenuto il massimo punteggio a un concorso pubblico senza avere padrini. E per questo è stato escluso. Ha spiegato che la destra e la sinistra non esistono. E ha mandato a fanculo i nostri dipendenti.

Questi ragazzi sono un esempio da seguire. Tu che mi leggi sei Beppe Grillo. Silvanè, ce lo sai che nun mollo manco io, eh! La legge sull'editoria non è riformabile.

Lo dico a ragion veduta, essendo un giornalista che come editore e esperto di economia dei media si occupa da molti anni di questo settore. Tuttavia non condivido l'opinione di chi nel M5S vuole abolire ogni forma di sostegno. Per questo propongo un cambio di sistema veramente "radicale", che elimini i contributi editoria e l'obbligo del pagamento del canone Rai, sostituendo questi strumenti con un sistema di raccolta e distribuzione delle risorse attuato tramite la fiscalità generale.

Tale strumento sarà definito: La caratteristica peculiare di questa proposta è la democraticità della scelta. Verrà restituita ai cittadini e non più a partiti e forze politiche la possibilità di scegliere chi finanziare, sia sul piano nazionale che locale. Sarà il contribuente a destinare una quota parte di contributo, indicando tra le testate veicolate su qualsivoglia piattaforma stampa, radio TV, sat, web, mobile etc che hanno i requisiti una testata nazionale e una locale che vuole sostenere.

Un giornale senza lettori, ma supportato dal denaro pubblico? Se invece è sottomesso al contributo privato pubblicita' è condizionato da questo. La carta stampata deve cedere il passo al WEB, unica realta' di massa futuribile. La butto li poi fate vobis L'm5s nasce e si sviluppa in una desolata landa di nome Pizzaland. Codesta landa ha alcune caratteristiche ben definite. Pizza, spaghetti, mandolino, mafia e, ultimamente Berlusconi. Credo che di casi Favia ne avrete a frotte.

Fotte na minkia del ruolo di Beppe o di Casaleggio e nemmeno se gli volete regalare il camper, o se è una pura operazione di marketing. Ma forse è la stessa aria di Pizzaland che non permette lo sviluppo di un movimento del genere?

Io contesto alla casaleggio la versione in inglese del blog che non lo parla nessuno nel terzo mondo, il nostro, invece dello spagnolo per esempio visto che in spagna qualcosa si muove, quanto poi alla versione giapponese, una chicca eccentrica che e' stata interrotta e che mi ha lasciato un po' perplesso sull'effettiva sanita' di mente del nostro.. Ma quanto cazzo costa per esempio far mettere i sottotitoli ai video su youtube, migliaia di ragazzi che frequentano il blog e sanno le lingue, perche' non si mette un link ben visibile uploadare i sottotitoli per chi ha tempo per farlo..

Sono video brevi non e' una fatica immane daje.. Dunque circa cinque mesi fa Favia si confessa ad un cronista pensando che fosse una persona onesta. Ancora prima favia si presenta ad Agora ed altre trasmissioni. Ma ricordo che Beppe aveva suggerito ai propri candidati uno Putti a Genova di non andare in tv perchè queste trasmissioni erano fatte a posta per dare visibilità solamente ai grandi politici dei vari partiti e che i conduttori erano servi con ragione di questi politici prezzolati e dei padroni delle TV.

Ricordo che se la prese anche con Santoro,con Mentana e tanti altri. Invece nulla sono andati in TV. Quindi pressioni da parte di beppe non ce ne sono state e tanto meno da parte di casaleggio. Allora mi chiedo perchè non parlarne prima e spiegare i motivi? Anche Pizzarotti parla di democrazia interna al movimento" c'è ne più nel nostro Movimento che negli altri partiti"! Perchè arrivare a questi punti?

Solo Dagostino li ha sistemati tutti: Credo che Favia sia solo un ingenuo e che debba continuare il proprio mandato dopo aver sentito al suo interno il Movimento,poi che dia pure le dimissioni secondo il "Non statuto". Un grazie comunque a Favia per il suo lavoro che pensia sia stato fatto sopratutto con onestà e buona fede,cosa che è difficile riscontrare in tutti gli latri politici.

Ogni minuto che perde è una porzione di dignità che gli vola via Favia era uno del PD ha solo da sputtanare chichessia dato che già lui si è svenduto per andare al M5S. Il M5S deve raccogliere persone nuove, NO recidivi di una vecchia guardia politica. Gli infiltrati legalizzati nel M5S sono proprio loro!

Quelli che provengono da altri partiti. Dico solo una cosa: Se le letture sono tutte uniformate al potere che volete leggere? Beppe fai questo referendum: Favia non ha democraticamente aperto un dibattito nel Movimento 5 stelle, Favia invece ha lanciato accuse a freddo in televisione nei confronti di Beppe Nei dibattiti ci si confronta e si discute,le accuse a freddo ed alle spalle sono una pugnalata a Beppe e a noi del M5 stelle..

Stamattina mi son svegliato e,a quanto pare, favia fa parte ancora del M5stelle Per quanto mi riguarda, questo coglione deve dimettersi immediatamente o essere cacciato a calci in culo.. Si sta tentando di portare avanti un nuovo partito: Il riciclaggio è l'unico motivo per Purtroppo Favia ha fatto l'errore di fidarsi di un giornalista. Beppe è una vita che dice di non esporsi perchè loro non glie ne frega niente di noi,cercano solo di farti parlare e anche coinvolgerti su cose che magari non avresti mai voluto dire.

Credo che lui ne debba trarre le dovute cosequenze. Favia ha detto che il partito movimento che rappresenta non e' democratico!!! Stesso commento di quel pirla di Bersani che avet massacrato A Fontevivo per la festa provinciale dell'Anpi, il primo cittadino ha risposto alle domande dei giornalisti sul caso Favia e sulle dichiarazioni del consigliere regionale grillino. Scatenando la risposta del diretto interessato e il dibattito dei grillini via web.

Non c'è stata nessuna interferenza sulle liste nè sugli assessori e l'abbiamo dimostrato coi fatti. Giovanni l'ho sentito anche poco fa, ma sulla vicenda sarebbe giusto chieder direttamente a lui. Di certo bisogna dare il giusto peso alle cose. Una convention dei 5 Stelle? Ma non dipende da me In passato ci sono già stati incontri nazionali. C'è molta più discussione interna da noi che negli altri partiti. Ma ci sono problemi organizzativi nazionali, come dice Favia?

Grande Favia, dopo il casino che ha combinato non si dimette, ha detto che lo fara' tra qualche mese. Una volta seduti sulla sedia giusta diventano tutti uguali!!! Fa comodo lo stipendio da consigliere vero? Come la Minetti, ah ah ah. Grande, liberta' di pensiero? Vero, ha detto che il partito che rappresenta non e' democratico. Invece i ladri con la marmellata in bocca noooo quelli debbono stare!

Ma vai a cagare spargimerda! Trent'anni fa se avevi "La Repubblica" in tasca eri "il nuovo che avanza" oggi se hai "La repubblica" nelle tasche sei uno che cerca un cesso di fortuna. È quanto avrebbe versato alla capo della cupola palermitana Stefano Bontade Silvio Berlusconi. Lo ha raccontato il pentito Giovanni Brusca, nel corso del processo ai carabinieri Mario Mori e Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato per aver favorito la latitanza di Bernardo Provenzano: Brusca ha riferito di conversazioni con un altro capo boss, Ignazio Pullarà, ricordando un attentato subito da Berlusconi e che fu posto in essere - sempre secondo lui - da altri due mafiosi.

Scusate una domanda, ma cosa ha detto di tanto negativo e censurabile Favia? Ma credete veramente alla democrazia dal basso? Suvvia siete grandicelli ormai. Scusatemi capisco anche chi prova a difenderlo per l'inesperienza ma a me sembra davvero una bestialità.

Grillo, purtroppo i tuoi adepti ti stanno mettendo in un angolo, peccato per tutto il tuo lavoro di 20 anni Ti prego non andare al congresso 5 Stelle e forse qualcuno capirà e rinsavirirà Io non voto il M5 Stelle se Favia non si dimette immediatamente!!!!! O è un grande ingenuo, il chè non gli fà onore, oppure è tutto vero quello che ha detto ed allora il M5Stelle non ha motivo di esistere se ci sono questi scompensi Questo non vale solo per la stampa, ovviamente perchè noi facciamo sempre di più, e siamo anche più ricchi degli americani, il livello economico a cui è inquadrato il presidente degli States?..

C'è un bisogno semplice: M5S E il mio sogno a 50 anni, me lo lasciate! Pennivendoli surpagati mi avete preso per il culo con occhetto,d'alema, veltroni,prrrodi, bersani e non siete stati capaci di dare uno schiaffo giornalistico quando questi incapaci andavano alla regia del PD-L, ulivo,quercia e inciuciavano con berlusconi, ora mi venite a dire che c'è un complotto, regia occulta e schifezze varie dietro il M5S, ma per favore,io voto M5S senza se e senza ma.

Pagate di più i giornalisti che trovano notizie vere quelle di appalti taroccati e di imprenditori disonesti, non i leccaculo. E ad ogni critica si dovrebbe essere in grado di rispondere, oppure prendere la critica come spunto di riflessione per un dibattito dibattito sempre possibile trattandosi di internet.

Anche Beppe Grillo, mi direte, comanda il Movimento 5 Stelle grazie a una normativa privatistica non sottoposta a meccanismi di verifica democratica. Lo valutiamo in base a una conoscenza prolungata. Se non accetterà di rivelarsi, diventando una figura pubblica che argomenta, si racconta in trasparenza, polemizza, risponde, temo che procurerà un danno al vostro movimento.

Quoto, straquoto, cazz, cul, fic, fregn, casaleggio, taleggio, sbeffeggio, nano, bildberg, urrutia. Grande, si, tutti a cagliari, w silvanetta, w cazz, cul, fic, fregn, casaleggio, sbeffeggio, taleggio, parcheggio, posteggio, w i grillini.

No party Con i Vs. Il periodo delle elezioni si avvicina ed i salvatori carbonari liberali del governo si apprestano a far vincere la propria fazione politica. Lo scandalo giornalistico che ha colpito il movimento tramite un bastone o tronchetto della felicità si scaglia sui liberi cittadini è il frutto della carboneria liberale che annovera fra i suoi membri molti esponenti del governo italiano che puntano a candidarsi alle prossime elezioni nel partito Italiano aiutati dal tronchetto bastonatore della felicità delle televisioni.

Questa classifica realizzata da Reporter Senza Frontiere, si basa su un "questionario", che "rappresenta i principali criteri 44 che permette di valutare la situazione in un dato paese.

I 44 "criteri" sono in continua evoluzione, perchè danno un idea d'insieme abbastanza corretta ma non priva di distorsioni inevitabili quando i parametri sono valutati da meri "punteggi". Questo spiega in parte delle apparenti ambiguità in alcuni casi dell'ordine della classifica. La classifica comprende Paesi e l'italia si trova al 61 posto, ma non viene approfondito il significato delle motivazioni di questa posizione. Gli stati Uniti si trovano al 47 posto, non cos' infinitamente lontani da noi, "solo" 14 posizioni più in alto, e fanno meglio dell'Usa stati come Ungheria, Gana, Sudafrica, Botswana, Namibia.

A dare una lettura superficiale dei i risultati non se ne coglie il senso e, come si vede, posso facilmente prestarsi a fatue forme di strumentalizzazione. Siete favorevoli all'abolizione dei finanzimenti pubblici diretti e indiretti ai giornali? Pensa non li compri,non li leggi e non lo sai che li paghi. Hai ragione, piu veloce, meno pdmenoelle, rivoluzione, onda inarrestabile, w grillo, cazz, cul, fregn, bildberg, nano nano la tua mano. E già, eccoci qua. Ora anche il giornalisti o giornalai sono in "piede di guerra".

L'unica pecca e che per 30 anni dove erano, come mai non hanno denunciati questi fatti anni fa?! Come mai continuano servire il soliti con il relativi retribuzione sopra menzionate , o solo in attesa di promozione?

In entrambi casi e meglio che provino fare qualcosa di utile, cambiate lavoro. E semplice, finché la barca va lascialo andare Ecco perchè ora si lamentano, ma non per la libertà negato no, per il condizione personale, esclusi dal mangia manga, ecco tutto il problema. Siete più servi del venduti, loro mangiano da anni, e voi speravate di mangiare, come ora e chiaro che non e cosi allora si indigna, e si lamenta.

Ma mi fa faccia il piacere Toto L'ex consigliere comunale di Ferrara, primo grillino espulso dal movimento, accusa: Arduino Lorenzi Lascia perdere il M5S Continua pure a scrivere le tue barzellette almeno sei più credibile. Nei giornali ci sono capi e sottoposti e la linea editoriale la danno quelli che finanziano i giornali, siano essi industriali o politicanti. Dario dl sogno, trieste e' molto arrabbiato con me perche' pnsa che sono, piduist, cazz, cul, fic, pdmenollino, pdellino, bildberg, nano, fassista, dipietrino, sanpietrino, noporcellum, banca, banchetta, sloveno, furlan, ma non e' vero io sono grillino come te, cazz, cul, corrotti, due legilatur, incensurati, democrazia diretta Chiedo scusa al Blog Se volete ve li indico,comunque sentire la puzza!

Si hai proprio ragione, cazz, cul, tett, merd, fogna, parlamento pulito, due legislature, o senatori a vita. Uno di questi aspetti viene definito con l'acronimo inglese BITE e fa riferimento alle metodologie di controllo dell'adepto da parte del gruppo: Setta dal latino secta, da sequi, seguire, seguire una direzione, e da secare, tagliare, disconnettere.

Dicano contro di noi tutto cio' che vogliono, noi li amiamo anche se essi non vogliono. Con pazienza sopportate insieme con noi. Non conoscono invece cio' di cui ora possano rimproverarmi.

Perchè io mi conosco meglio di loro, ma Dio mi conosce meglio di me stesso. Gemo a Dio nella mia debolezza. Prova a fare un esperimento: Scrivici le qualifiche che vuoi, anche da geniaccio, metti che sei ingegnere, o medico, o quello che ti pare, e vedi che offerte ti arrivano.

La verità è che siamo un paese di miserabili, non ci meritiamo i nostri stessi buoni propositi. Pensavo ad un movimento rivoluzionario e non di governo, questa era la mia speranza, altro Ribadisco se ce ne fosse bisogno: I suoi consiglieri agiscono in piena autonomia, con una libertà a disposizione che non ha eguali. Nel mio sfogo del fuori onda, parlando di assenza di democrazia, non attaccavo il Movimento, ma un problema che oggi abbiamo e che presto dovrà risolversi.

Ovvero la mancanza di un network nazionale dove poter costruire collettivamente scelte e decisioni, comprese le inibizioni e le attribuzioni del logo. Questa falla concentra tutto in poche mani, seppur buone e fidate, generando una contraddizione che spesso sul territorio ci viene rinfacciata. Basta leggere il nostro non-statuto. Se di questi ed altri dubbi non ne parlavo in pubblico, è perché, come tanti altri di noi, avevo ed ho fiducia nel superamento di queste criticità, come abbiamo sempre fatto in questi anni, evolvendoci costantemente.

Capita in famiglia, capita tra amici, capita al lavoro, anche tra persone che si vogliono bene, avere reazioni esagerate in momenti di tensione.

I miei rapporti con Gianroberto Casaleggio estremamente critici, anche se la storia è molto lunga. Lo scherzo del destino è che proprio in prima serata mi ero sentito al telefono con lui, per la prima volta chiarendo alcune cose e dopo tanti mesi di chiusura comunicativa e di voci riportate da terzi, che forse hanno scavato ancor più un solco tra noi. Ma oggi è secondario. Grande, sono con te, a morte il pdmenoelle, w l'onda inarrestabile e anche la kawasaki, non ci fermeranno, siamo forti, caz Hasta ombre siempre avanti!

Grande dario, w trieste, w le osmitze, abbasso la macchina del fango, abbasso il frico, w rabuiese, cormons pdellina!!! I vostri politici sono in fibrillazione vostri perchè io non mi riconosco in questa classe politica:. Hanno paura di perdere le loro auto blu. Hanno paura di perdere il loro potere esecutivo.

Hanno paura di perdere le loro raccomandazioni. Hanno paura di perdere il non pagare mai. Hanno paura di perdere i loro accrediti sui loro conti bancari sempre a loro insaputa. Hanno paura di perdere le comparsate televisive. Hanno paura di perdere il servilismo di alcuni adepti. Hanno paura di perdere la visibilità quotidiana in Tv, radio e giornali. Hanno paura di perdere la possibilità di non poter mantenere certe promesse.

Hanno paura di ritornare ad essere un signor Nessuno. Hanno paura di non poter più accontentare il loro harem sempre più ingordo. Hanno paura di perdere la loro impunità giudiziaria. Hanno paura e per questo si dilettano all'arrampicata sugli specchi. Anche io sono uno dei tanti polli iscritti all'albo dei giornalisti: Il finanziamento pubblico rende ricchi i partiti, ma non "noi" giornalisti. Appena iscritto a questo albo fantozziano, ho provato a fare il mestiere dei giornalaio non è un refuso, il giornalista crea notizie.

Il giornalaio le vende, modificandole un po', abbellendole quando arrivano dalle agenzie, ma non certo creandole. Ora vivo all'estero, ma sono ancora in contatto con molti "colleghi giornalai".

Gli unici che non fanno la fame sono quelli che si sono venduti a qualche partito o potere forte, gli altri vivono ancora a casa di mammà, con sorrisi precariati e inutilmente speranzosi in quella svolta impossibile che gli regali un posto in una qualche redazione. Politica e giornalismo sono tumori siamesi di un paese in metastasi.

Le notizie si riportano, ma un sistema come quello italiano non permette che questo avvenga. Quello che succede è che si creano notizie per intrattenere il pubblico, si intensificano polemiche inutili, si creano dibattiti interminabili e chiacchericci infruttuosi.

Mentre in altri paesi l'informazione riesce a riportare resoconti di problemi reali, noi stiamo ancora ai tempi di comunisti contro fascisti. Anche l'informazione è complice di una cultura da bar dello sport e, invece di informare, vive per infiammare il fuoco della polemica futile.

Vedi forse questo e il vero problema. Cercare una notizia e molto più faticoso, che creare uno. E' incredibile, non ho mai visto una campagna diffamatoria cosi forte quanto quella messa in atto in queste settimane da tutta la stampa in coro contro Grillo e Casaleggio. Utilizzano qualsiasi parola, anche detta in buona fede, per ritorcerla contro il movimento e il blog.

Repubblica e il Corriere, ogni giorno, pubblicano le stesse parole, le stesse accuse, rigirate e rivoltate al fine di fare un titolo shock, gettare del fango, insinuare dei dubbi. Oltre che la dignità ormai persa, questi giornalisti anzi questi rubagalline da quattro soldi, dovrebbero ormai sentire il tanfo insopportabile di marcio uscire da dentro di essi e, forse, fermarsi.

Piazza italia era seguita da voi quando condannava la politica della 2 repubblica,ora e' da censurare perche' fa servizi sulla dittutura del movimento! Questa mattina ho inviato al Corriere il seguente commento:. Il super burocrate Monti sta mentendo al Paese. Il sistema é gia tutto in funzione, ampiamente collaudato e sperimentato ad iniziare da tutta la informazione asservita Rai, Repubblica, Corriere della sera ecc.

Guardiamoci in modo particolare da tutti i commentatori che sono pagati con soldi dello stato rubati a chi lavora. Soldi al velista, allo sciatore e a chi doveva eliminare gli sprechi Seimila euro, diecimila, diciottomila, ventunomila, ventimila, ventiquattromila e rotti, 31mila e spiccioli e via discorrendo. I nomi, gli incarichi e i compensi dei fortunati sono pubblici grazie al sito Livesicilia che ha contestualmente chiesto ad ogni singolo consulente di pubblicare on line - come previsto da apposita delibera regionale del 14 gennaio - le relazioni ben remunerate dal governo regionale guidato dal leader dell'Mpa.

Soliti fortunati, privilegiati, amici degli amici, oppure tecnici al di sopra di ogni sospetto necessari a risolvere problemi evidentemente irrisolvibili per altri tecnici impiegati a tempo indeterminato? Se lo sta chiedendo la Procura regionale della Corte dei Conti che ha aperto un apposito fascicolo sull'abnorme ricorso ai contratti di consulenza per cercare di quantificare l'eventuale spreco di risorse di denaro pubblico.

In fondo Giovedi' sera a Piazza pulita e' andata in onda semplicemente una telepromozione indiretta a favore della partitocrazia. Assolutamente d'accordo con in studio gente tipo boccia o telese sono carriolate di voti facili in arrivo: L'anno scorso mi trovavo su altro forum e tra le tante "tenzoni virtuali" contro leghisti di quel forum , uno di loro , il capo cricca, mi chiese cosa effettivamente pensavo di Beppe.

La mia risposta fu sincera. Perchè siamo in Italia e abbiamo a che fare con gli italiani. Mi avvicinai al blog per due motivi: Io che da ragazzo scendevo in piazza e non solo, km e km a piedi con il pugno alzato a fare a botte contro la sbirraglia fascio-democristiana-mafiosa.

E' davvero il colmo! Poi la strana "svolta" del Beppe. L'invito al NON voto!! Che ancora non capisco. La riconsegna del Paese al peggio del peggio. Poi la novità entusiasmante del Beppe. Il tentativo della candidatura alle primarie del PD in qualità di segretario!! Quindi c'è stato un passaggio dal NON voto all'inserimento diretto nella politica tradizionale!

Ci trovo una profonda contraddizione. All'epilogo del tutto oggi abbiamo il MoVimento 5 Stelle che si dà una nuova versione NON politica tradizionale e tenta l'assalto alle amministrazioni locali e poi a quella nazionale. Intanto il Paese è commissariato , le amministrazioni locali stanno con l'acqua alla gola. I danni fatti sono assai.

Percui mi viene da pensare che Beppe decise ad un certo punto di Questa fu la mia risposta dell'anno scorso Mancano ancora quelle macerie Ti invito a leggere e capire cosa singifica essere commissariati!

Anche per il futuro sarà incerto. Ereditare uno Stato a pezzi è come uscire da un dopoguerra! C'è poi da considerare che Ve l'immaginate un fuorionda di un consigliere regionale del Pdl o del Pd su B. Non lo trasmetterebbe nessuno, per mancanza di "notizia". Invece il fuorionda-findus del consigliere di 5 Stelle Giovanni Favia, scongelato da Piazzapulita dopo tre mesi di freezer, è la notizia del giorno. Non ci sono capi ahahahahahahahah non ci sono pagati ahahahahaha, certo lo Staff del Blog lavora gratis, e le sconce inserzioni pubblicitarie del trading online e di altre schifezze non sono a pagamento nessuna gerarchia ahahahahahaahaha Grillo dà solo degli input come tutti i direttori di tutti giornali, ma se lo fa Grillo è diverso e non mi dite che non è vero, chi lo dice è un infame venduto traditore!!

Possono creare partiti,associazioni,possono fare quello che vogliono,basta non sfruttare il simbolo del movimento,la scelta è condividere o meno l'impegno di quest'uomo,che ha messo la faccia ed è stanco di essere preso per il culo dalla politica tradizionale. Cosa vi sfugge,cosa non vi è chiaro,non capisco,ma la politica tradizionale sapete come funziona o no?

Ma il problema vero non dipende dalla moneta usata. Lospread poi é solo un sintomo del male che afferra alla gola il Paese che lavora. Favia deme dimettersi se non altro per far sentire in colpa il giornalista, vigliacco, che lo ha turlupinjato. De ve dimettersi per far capire ai giornalisti che hanno un gran potere e lo stranno usando solo ma loro lucro personale. Formigli ha una causa di milioni e deve rifarsi, forse ci è riuscito.. Non guardare più piazzapulita!!

Abbiamo avuto al Governo uno che pagava la mafia che faceva orgie con minorenni che evadeva le tasse e dobbiamo avere paura di un Grillo???

Per le esternazioni di Favia chiedete a lui. Con me parliamo di Parma! Facciamo assemblee da anni, comprese quelle semestrali dei cons regionali, e i giornali non se ne sono mai accorti". Due "tweet" in un quarto d'ora , questa mattina intorno alle 9, E ci fa piacere che, in un precedente tweet di ieri sera, il sindaco copiamo testualmente scriva: Il dialogo, e non il gossip, è fondamentale".

Queste dunque, le parole del sindaco, tali e quali le ha pubblicate lo stesso Pizzarotti. Nel frattempo, oviamente, resta invece aperto il più generale discorso sul 5Stelle e sulle dichiarazioni di Favia: Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai definito le parole crociate facilitate, ne quelle a schema libero.

Né io, né Beppe Grillo, abbiamo mai scritto un programma per le tv locali o regionali. Né io, né Beppe Grillo abbiamo mai dato indicazioni diverse da quelle del navigatore per i voti o i fioretti consigliati, né infiltrato botulino nel MoVimento Cinque Stelle per stendere le rughe.

Questo è un paese commissariato in cui non si ha nemmeno diritto al voto con un governo votato da nessuno Grande Grillo, grande Gianroby puzzaTaleggio, anche io sono contro i giornali, anzi sono anche contro i fumetti, a morte paperino, pluto e qui quo qua. Dare la possibilità a chiunque , di decidere per un'istanza qualsiasi,è fattibile?

Se si Grazie Beppe e Gianroberto! Se riusciranno a inventare un sistema di selezione dei candidati davvero trasparente, avranno vinto. Se no, gli sconfitti non saranno loro, ma tutti gli italiani che magari non li votano, ma neppure si rassegnano a questa fogna chiamata politica. Praticamente la sintesi di tutti i commenti dei bloggers dotati di buon senso qui sul Blog ieri. In bocca al lupo al movimento. Travaglio centra in pieno Per me possono scrivere quello che vogliono,basta che lo facciano con i loro soldi,e non con i miei!

Abolizione del finanziamento pubblico ai giornali! Stanno arrivando fiumane di Troll. Il Pd , non potendo combattere Grillo con la forza del suo programma, e non bastandogli una campagna di stampa con aggressioni giornaliere e non potendo certo fidare sulla forza attrattiva di un Bersani sempre più vile e imbolsito, per arginare il successo di Grillo, cerca ragazzi che facciano gli "agitatori" in Rete.

3 thoughts on “Photo de grosse bite escort albi

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